MIER E NON V’NAZZA

Domenico Friolo e le sue poesie su Onda Lucana
(si ringrazia per la cortese concessione)
Foto:prodotta da Domenico Friolo
2 h · Marburgo, Assia, Germania

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Attagnavano
nei cortigli
botti e tini
ricolmi d’acqua.
Serravano
crepanze
fino al sigillare
ermetico: sicuro.
Nelle vigne,
canti e sorrisi,
grappoli folti
di bruna Aglianica.
In vie e contrade,
aleggiava principesco
il profumo di mosto.
Nei declivi
del generoso vulcano,
piedi si accingevano
a pigiare, i gonfi acini.
Cantine svuotate
dall’antica lava:
ancora gli stessi
templi in attesa,
pronti ad accogliere
l’ellenico frutto
del vitigno
di ceneri
e lapilli spenti.
Felici genti:
prestigiosi vignaioli
in barba ai sommelier,
è unico l’Aglianico.

by Domenico Friolo.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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