Migranti, la Basilicata come il Kosovo.

Migranti, la Basilicata come il Kosovo. Con un minareto sul Sacro Monte…
27 Ott 2016
Scritto da Rossano Cervellera
Prendi una regione estesa ma con pochi abitanti.

Isolata, con 131 comuni, solo due con più di 50mila abitanti, e gli altri arrampicati in aree impervie, senza servizi. Prendi un territorio dove non ci sono opportunità di crescita, dove trovare un lavoro è difficile se non hai un amico che conta, dove politica significa omaggiare il potere e raccoglierne le briciole.

Un posto senza strade, senza ferrovie, senza industrie (vere) che investono anche senza un bando pubblico. Un luogo dove c’è il petrolio, c’é l’acqua e si possono sfruttarli liberamente senza che nessuno muova un dito. Un posto che si spopola, insomma… Quanti soldi servirebbero per rilanciarlo?

Dettagli nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud.14590477_1224859060909150_3250229868543876241_n

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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