DISOCCUPAZIONI

disoccupazione-ok
Immagine tratta da:repertio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Salvatore Loviso

Segregazione – DISCRIMINAZIONI- sterilizzazioni- castrazioni

Calvello preferisce i disoccupati alla crescita. Perche l’autorità politica non hanno autorità morale per dire no al Petrolio. La spesa non piace come investimento futuro non è gradita. A LORO piacciono le riforme strutturali, quelle che alla fine fanno soffrire la gente e quindi li rende ricattabili. Più fanno soffrire più vengono considerate virtuose. Ma qui a Calvello non c’è mai stato un senso politico che significherebbe cercare di costruire una comunità in cui riconoscersi. Qui da sempre hanno scommesso sul fallimento come strozzini ma LORO vincono e si sistemano i fati loro. Parliamo di imprese , qui da sempre si cerca di guadagnare delle quote a discapito degli altri compresi i cittadini. Peccato però che qui ci perdono tutti, visto che il mercato non può crescere se c’è meno gente e se la gente è disoccupata. Bisognerebbe che ci siano attività produttive ma il che ci rende meno ricattabili e gli stessi che oggi sono “SILENZIATI” aprirebbero un’infinità di pretestuose querelle come succede nei 4 amici al bar. La verità che sono tutte esagerazioni quelli che piangono miseria: molte volte non hanno nessun fondamento. Derivano del fatto che le politiche non sono uguali per tutti e molti “CHIaNGN e fottn”. Si vede perfettamente chi ci ha guadagnato e cioè i soliti noti e si vedono altrettanto nitidamente quelli che ci hanno perso,. Ma si vede purtroppo che negli ultimi decenni a Calvello non produce più niente, e quindi si riflette sul benessere delle famiglie in cui secondo i nuovi canoni insostenibili solo pochi possono essere all’altezza e per gli altri una sorta di <> sociale. Penso alle nuove delocalizzazioni, che hanno favorito i “NON LUOGHI” e una società liquida, nuovi stili di vita a feste e comunelle. Non facendo tesoro di niente, con un ipocrisia terribile che consiste nel dire che si fa tutto questo per le generazioni future.
Ma se abbiamo un bassissimo tasso di natalità e disoccupazione? Questo è il sistema per investire per il futuro?
Purtroppo nel paese chi soffre di poca appetibilità economica e sociale viene discriminato come in una funzione vegetativa. Penso a molta gente che no so perché non vanno contro questo assurdo che compromette la speranza.
A Calvello si preferiscono livelli di disoccupazione altissimi? Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché? I problemi sociali, nessuno ne parla solitudini, depressioni come non si parla di un tessuto sociale ormai frantumato. Le voci dei bambini per le strade che forse è quello che si sente di più la mancanza, quasi scomparse anche se le mistificazioni sono rimaste. E la chiesa accudisce il gregge che si ritrova, ma si limita a lisciargli il pelo. Senza dialogo. Se si diventa prigionieri di chi urla più forte, della folla organizzata del Sinedrio, si arriva al paradosso di sacrificare Gesù e salvare Barabba. Lo abbiamo imparato dal Vangelo. Diventando portavoce degli stereotipi, a cui indossano i panni del perbenismo e predicano valori. <>, conformismo che si affianca ai BRAVI, non comprendendo le ragioni degli ultimi, che hanno il diritto di disincagliarsi dalle secche della precarietà. Facendo rivoluzioni per la conservazione di uno status quo.

Tratto da :Onda Lucana by Salvatore Loviso

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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