Chi sono i privilegiati del modello Calvello

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Tratto da:repertorio Web di Salvatore Loviso
BY SALVATORE LOVISO
Sindaco, amministratori, Prete, istituzioni e affini. Burocrati, lavoratori del petrolio a cui si aggiungono sotto gruppi.
Risultato produzione zero e porto zero campi incolti e gente che senza aver mai sudato si è sistemata case, stipendi, sovvenzioni, convenzioni, il tutto condito da associazioni, di cui asociali, disadattati, di tendenza +++ vengono tollerati dall’alto del LORO PERBENISMO interessati.
Sono seduto in un bar / in cui i grandi ELETTORI ed eletti agli onori della gloria / delle speranze furbe / di decenni indegni e disonesti / circolano illuminati / assillando la nostra vita privata. Chi del male è vittima / a sua volta farà del male…./. Io tutto ciò che ho è una voce per disfare le bugie / dei 4 amici al bar / e le menzogne delle autorità. Nessuno esiste da solo / la fame non da scelta / e quindi qui vivono come nei campi dei concentramenti come quelli che più di tutti disprezzano. E che allora venivano definiti musulmani.
L’era dell’ansia , l’unica cosa che ci ha rimesso è la coscienza collettiva. Ma di coscienza non si mangia e non si vive.
Lasciando un vuoto incolmabile dell’immaginario, e una profonda amarezza in quelle persone che credevano.
La fine di una bellissima fiaba di un paese di provincia.
Vivere facile della politica dei GRANDI ELETTORI di rappresentanti di grandi famiglie. I più presentabili fisicamente ed esteticamente e troppe volte solo quello-.
Il nazi-clerical-fascio-comunismo ha creato la “ meglio gioventù” agiscono come un sistema inibitorio della crescita . In casi estremi; estremi rimedi c’è sempre il TSO.
Allineati e coperti altrimenti il rischio di un esclusione morale, sociale ed economica. Una scomunica di 3° millennio.
Tratto da:Onda Lucana by Salvatore Loviso
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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