SCUDI UMANI

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Immagine tratta da repertorio Web by Salvatore Loviso

L’illusione del bene e……

Tratto da:Onda Lucana by Salvatore Loviso

A Mosul l’ISIS e in genere nelle guerre sporche, usano le persone anche bambini come scudi umani. I miei e mia madre mi ha cresciuto ha pagato tasse e balzelli a questo stato Kanaglia , ma non si mai sognato di dire tengo famiglia, non mi ha mai usato come scusante.
Qui a Calvello va molto di moda usare le parole CRISI e “TENGO FAMIGLIA”, per il loro vivere questuante. Mi ricordano quegli zingari ai semafori con i bambini in braccio, ma nello stesso tempo cattivi si guardano la piazza. Il welfare come arrampicate sociali.
L’ILLUSIONE del BENE dal post terremoto in poi ha preso queste pieghe. Risultato chi è stato onesto e lavoratore è stato discriminato, vessato e loro avvantaggiati. I risultati si vedono , è scomparsa la vergogna, qui ormai e tutto “ NU FUTTA CUMPAGN”.
Alle radici dell’odio la paura di non essere negli standard.
Altro che chiacchiere, ormai si specula su tutto. Un’altra ala speculare può essere sugli aiuti agli immigrati. Lo scenario del volontariato si copre sempre più di patine, viscide e fastidiose, giovani con l’assillo di trovare un lavoro, stipendiati spesso in % percentuale. Tutto a scopo benefico? Ma al di là di tutto questi apparati il volontariato vacilla e svanisce. Tutto diventa occasione di guadagno. La solidarietà un modo di fare i belli e non solo!!!
Resta solo la notte, che è ancora fonda, per un po’ di tempo, “CHIACCHIER vo la ZIT e po’ s’ADDORM””.
Calvello dream, degli spregiudicati e abili questuanti paesani, cercando di convincere tutti di essere più bisognosi degli altri o essere meglio degli altri, hanno avuto tempo solo per questo , in un salutismo ed estetica a volte pacchiana e paesana. In contiguità ad altri che hanno fatto delle prese di posizione e sistemazioni come mestiere.
Che bella umanità!!!!

Tratto da:Onda Lucana by Salvatore Loviso

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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