La Basilicata Antica: sulle tracce degli Enotri — Basilicata24

Ultima modifica Gio, 10/11/2016 – 19:47 di Redazione Basilicata24 leggi tutto

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Dopo la presentazione di “Incontro con l’Autore”, (Michele Mastronardi), riprende, per la cartella “Archeologia” un appuntamento dal titolo: La Basilicata Antica sulle tracce degli Enotri (IX-V secolo a.C., il mito, la documentazione archeologica, l’identità etnico-culturale). L’autrice Maria Gabriella Fornari, è la stessa che ha curato, in primavera, la relazione, dal titolo: Metapontion una città in mezzo al mare. L’itinerario, proposto per il prossimo “Venerdì Culturale di Presenza Lucana”, si avvale di uno studio di scrittori e di una documentazione archeologica, fornita da accessori ornamentali dei corredi funebri femminili. Il percorso, strutturato per immagini commentate, afferma la centralità della Basilicata nel contesto più ampio dell’Italia meridionale, crocevia nel corso del tempo d’influenze culturali molteplici. Una riflessione sulla cultura, vocabolo e accezioni, sarà fornita dall’autrice con citazioni di: fonti letterarie antiche: mitografia ed etnografia; Le necropoli: tipologie, strutture, riti funerari; I corredi funerari all’insegna dell’eroismo, dei riti collettivi, della distinzione di status. Una relazione archeologica quella di Gabriella Fornari che attrarrà per i suoi contenuti. Come consuetudine, prima dell’inizio della relazione sulla Basilicata antica, lo studioso Antonio Fornaro si soffermerà per cinque minuti su Pillole di Tarantinità. Gli ingredienti per trascorrere un’interessante serata, presso l’Associazione Presenza Lucana, di sana cultura, come tutte le settimane da 26 anni, ci sono tutti. Vi aspettiamo alle ore 18.00 di Venerdì 11 Novembre 2016, in Via Veneto 106/A. L’ingresso è libero. Michele Santoro

Gio, 10/11/2016 – 19:47

via La Basilicata Antica: sulle tracce degli Enotri — Basilicata24

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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