Esce oggi “Le Migliori”, il ritorno di MINACELENTANO — Rolling Stone Italia

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Una raccolta di inediti perfetti per essere suonati in radio, con alcune chicche che non ti aspetteresti mai dalla Tigre di Cremona e CelentanoPotrebbe interessarti ancheBonobo: nuovo disco e una data a MilanoÈ morto Leonard Cohen, aveva 82 anniAi Suuns piace rischiareTorna la storia dell’NBA in mostra a MilanoEcco Demonology HiFi, il progetto di Max…

11 novembre 2016

Mina Mazzini e Celentano tornano insieme dopo 18 anni dal primo album collaborativo. Si chiama Le Migliori ed esce oggi sugli scaffali fisici e digitali, una splendida raccolta di inediti finemente rifiniti e perfetti per essere suonati in radio.

Il nome, come hanno raccontato Massimiliano Pani (il figlio della Tigre di Cremona) e Claudia Mori alla conferenza stampa di mercoledì, deriva da una battuta che Adriano ha fatto parlando con Mina al telefono. «Io e te siamo ancora le migliori» aveva detto Adriano, mettendo forse in moto un meccanismo che ha portato a questo nuovo disco.

La copertina realizzata da Mauro Balletti

Dalle ballad più tipicamente Minacelentano alle cover inaspettate (come la Prisencolinensinainciusol ripresa in mano da Benny Benassi e resa una granata da club), il disco stupisce per varietà. Senza contare poi una copertina-artwork realizzata da Mauro Balletti, dove i due artisti prendono le sembianze di alcune modelle. Non delle modelle a caso, le migliori.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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