Giustizia: “Preoccupazioni eccessive” — RSS di Basilicata – ANSA.it

Giustizia: nel Tribunale di Potenza un incontro con il sottosegretario Gennaro Migliore

Il sottosegretario su ipotesi soppressione Corte d’Appello

(ANSA) – POTENZA, 17 NOV – “Non abbiamo individuato la Corte d’Appello di Potenza tra gli obiettivi che ci proponiamo per realizzare una razionalizzazione del sistema: siamo molto interessati a che vi siano uffici giudiziari capaci di intervenire e rispondere soprattutto alle esigenze dei cittadini, perché avere degli uffici giudiziari con una capacità di risposta e di efficienza è molto importante, e anche rispetto ai criteri generali, che non sono mai stati specificati su singole sedi, abbiamo detto che ci dovrebbe essere sempre una Corte d’Appello a livello regionale”. Lo ha detto a Potenza, il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, rispondendo alle domande dei giornalisti su eventuali ipotesi di soppressione della Corte d’Appello del capoluogo lucano: “Alcune delle preoccupazioni sono eccessive, e spero che ci sia un impegno, come c’è da parte nostra, di affrontare il tema di una Giustizia rapida e giusta per tutti i cittadini”.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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