Dopo la condanna della Corte dei Conti Pittella deve dimettersi — Basilicata24

Ultima modifica Ven, 18/11/2016 – 12:54 di Redazione Basilicata24 leggi tutto

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Parafrasando il titolo di un vecchio libro, si potrebbe dire che l’ultima condanna della Corte dei Conti dimostra come non ci sia “niente di nuovo in Regione Basilicata.” Siamo infatti alle solite, la storia si ripete e ancora una volta la Corte dei Conti interviene per condannare i consiglieri regionali per le varie ruberie commesse in questi anni ai danni dei cittadini lucani e delle casse pubbliche. E’ infatti di ieri sera la notizia che la Corte dei Conti di Basilicata ha condannato ben 22 consiglieri regionali per illeciti rimborsi percepiti tra il 2010 e il 2012 nell’esercizio del loro mandato. Un malcostume che non è certo una sorpresa e che ha generato non pochi procedimenti sia dinanzi ai giudici contabili sia dinanzi al Tribunale penale. Un malcostume che accomuna i consiglieri regionali della Basilicata a quelli di altre regioni italiane. Ma nella nostra Regione la situazione appare sicuramente più grave se si considera che tra i condannati dalla Corte dei Conti vi sono sia il Presidente della Giunta regionale – Marcello Pittella – sia il Presidente del Consiglio regionale – Francesco Mollica. Le massime cariche della nostra regione possono vantarsi di questa condanna. D’altra parte, lo diciamo da tempo che per la politica lucana certe condanne e certi comportamenti fanno curriculum e aiutano a scalare le vette del potere. Ma la vicenda appare ancora più singolare se si considera che sempre tra i 22 condannati vi è quel Luigi Scaglione – ex consigliere regionale – balzato alle cronache recenti per essere stato nominato proprio dal Presidente Mollica come coordinatore della struttura di coordinamento informazione, comunicazione ed eventi del Consiglio Regionale, con uno stipendio lordo di oltre 120 mila euro per i prossimi anni. Ed ecco chiuso il cerchio con la politica lucana che cade nello squallore più assoluto, mentre la gente comune continua a lottare giorno dopo giorno per mantenere il posto di lavoro o conservare un minimo di dignità. Peccato che alla dignità dei cittadini lucani, fa da contraltare questo spettacolo indegno che offre invece la classe politica lucana: quasi tutti coinvolti, senza esclusioni e distinzioni tra maggioranza ed opposizione. Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato nei fatti la sua diversità ed estraneità a questo sistema politico marcio. Così, loro percepiscono rimborsi illeciti, facendo passare per spese di rappresentanza anche spese per pranzi, cene e per stanze di albergo per loro e per persone non autorizzate, nonché spese per soggiorni in rinomate località turistiche in piena estate. Mentre noi del Movimento 5 Stelle abbiamo restituito circa 270mila euro alla collettività, parte dei quali (circa 170 mila euro) sono serviti a finanziare, ad oggi, progetti nelle scuole lucane. Gianni Leggieri e Gianni Perrino M5S Basilicata – Consiglio Regionale

Ven, 18/11/2016 – 12:54

via Dopo la condanna della Corte dei Conti Pittella deve dimettersi — Basilicata24

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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