A Corleto l’inquinamento nella sorgente cambia colore — Punto eBasta

Ieri l’ottimo servizio di Michele Giordano ci ha mostrato il cambiamento, almeno nell’aspetto, della sorgente da noi analizzata 4 mesi fa in agro di Corleto Perticara nei pressi di una delle discariche petrolifere abusive dissequestrate dal tribunale di Potenza. Stiamo pressando le autorità affinchè vengano divulgati i dati in loro possesso e segnalino e prevengano…

Ieri l’ottimo servizio di Michele Giordano ci ha mostrato il cambiamento, almeno nell’aspetto, della sorgente da noi analizzata 4 mesi fa in agro di Corleto Perticara nei pressi di una delle discariche petrolifere abusive dissequestrate dal tribunale di Potenza. Stiamo pressando le autorità affinchè vengano divulgati i dati in loro possesso e segnalino e prevengano tali fenomeni di inquinamento apparentemente fuori controllo. Abbiamo denunciato la decisione ingiustificabile del Tribunale di Potenza, e notiamo con stupore come alla ripresa delle attività Total sia mutato anche “per coincidenza” l’aspetto dell’acqua sorgiva, da torbida e filamentosa a rossastra ed oleosa come ripreso dal servizio Rai.

via A Corleto l’inquinamento nella sorgente cambia colore — Punto eBasta

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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