Così De Filippo ‘raccomandava’ ad Eni il figlio della sindaca amica

Cronaca Basilicata

Padrini e comari

“Stai serena”. Seguirono colloquio e assunzione

di Eugenio Bonanata

collegata alla multinazionale.

Per la ex sindaca di Corleto, Rosaria Vicino, piazzare il figlio in un ruolo di spicco dentro Eni era diventata un’ossessione. E nelle pagine di intercettazioni che la vedono imputata per concussione e corruzione (inchiesta Petrolgate, filone Total), emergono, insistenti, le sue telefonate all’ex Governatore della Basilicata, Vito De Filippo. La Vicino, della stessa corrente di De Filippo nel Pd, nella fase elettorale del 2014, prima delle Europee, si attivava per far votare “Maiolo”, il candidato su cui convergeva proprio De Filippo. Come si impegnava per far eleggere al Comune di Gallicchio Mariachiaria Montemurro, collaboratrice a Roma del sottosegretario. E proprio da quelle telefonate ‘captate’, si intuisce che come merce di scambio con il sottosegretario, la ex sindaca era interessata a piazzare il figlio, con una laurea triennale in ingegneria, dentro Eni.

“Segui le vicende che mi riguardano” Torniamo all’ossessione della Vicino di trovare una ‘posizione’ al figlio. E’ il 29 giugno 2014 e parlando col sottosegretario, gli dice:  E De Filippo: “Stai tranquilla. Non l’ho visto questa settimana, sono incontri che si fanno di persona”. Ancora la Vicino: “Mio figlio si sta scoraggiando: e allora se lo dobbiamo fare sto convegno va bene, se no…”. Con il termine “convegno” entrambi si riferivano ad un incontro con i vertici Eni e ad un buona parola per il figlio.

“La situazione si sblocca a breve” Per far sapere all’amica sindaca come evolveva “il convegno”, De Filippo si serve della sua segretaria (Montemurro) che qualche settimana dopo va a trovare la Vicino, in Comune, a Corleto. “Ti porto delle risposte positive. Il presidente è andato a parlare all’Eur (una delle sedi Eni, ndr). La situazione a breve si sbloccherà”. E la Vicino: “Speriamo, sennò mio figlio ne resterebbe molto deluso”. Qualche giorno dopo è lo stesso De Filippo a tranquillizzarla: “Stai serena, abbiamo fatto un supervertice. (il ragazzo) troverà una strada importante..”

Il colloquio con Eni a Milano E in effetti dopo l’interessamento dell’ex Governatore lucano, il primo agosto il ragazzo fa un colloquio a Milano con Eni. Dalle intercettazioni emergono i dettagli del colloquio. La sindaca, quello stesso giorno, si raccomanda col figlio di “ringraziare chi di dovere”, cioè De Filippo, per la chance offertagli. Dopo qualche settimana ancora De Filippo si rivolge alla Vicino: “Gli ho mandato già un messaggio a G. (il figlio della sindaca), tutto bene. Ora dobbiamo solo sapere dove e quando”.

E il “lavoro” è servito A indicarci “dove e quando” è il materiale raccolto dagli inquirenti. Il “ragazzo”, dopo il colloquio con Eni a San Donato Milanese, è risultato “idoneo” anche se non in possesso delle qualifiche specifiche richieste. Ma uscito dalla porta sarebbe rientrato dalla finestra qualche mese dopo. Il primo marzo 2015, infatti, arriva per lui un contratto da una società, la D’Apollonia, braccio operativo del Gruppo Rina, di Genova, che fa servizi ingegneristici proprio per Eni. E proprio dalle intercettazioni emerge anche un incontro “per raccomandare qualcuno”, che nell’agosto del 2014 la collaboratrice di De Filippo (Montemurro) fece a Genova con il responsabile della società Rina.

Padrini e comari In modo diretto o indiretto De Filippo partecipò alla carriera del figlio dell’amica sindaca. Come riferivamo all’inizio, non è stato ravvisato un risvolto penale nell’operato del sottosegretario alla Sanità. Ma in questo stretto legame con la sindaca, oltre al tentativo di pilotare voti ad Amministrative ed Europee, c’è anche la immancabile “raccomandazione”. Ed ecco l’ultimo punto. Un ragazzo che ha appena preso una Triennale in Ingegneria merita davvero un ruolo in una multinazionale o in una sua collegata? E’ un offesa ai tanti professionisti che arrancano nella Basilicata dei ‘padrini’!

Ven, 25/11/2016 – 15:37
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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