Bucaletto, 30 milioni per finire di nuovo in pasto alla ex Sider — La Nuova del sud – Notizie dalla Basilicata in tempo reale

Il centro olio dell’Eni è ben visibile da Viggiano e non solo perché imponente e per la sua presenza ingombrante.L’impianto industriale si trova a poca distanza da un’area fortemente antropizzata. Nessuna risposta al perché abbia messo radici proprio in quel punto. Tutti d’accordo, invece, sul fatto che all’epoca si fece un grave errore.

E a confermarlo non sono solo le inchieste giudiziarie che hanno visto coinvolto il sito del cane a sei zampe, ma anche il fatto che proprio l’Eni sta cercando di allargare il perimetro di pertinenza dello stabilimento, nell’intenzione di ampliare il più possibile la distanza dai centri abitati. Chi andrebbe mai a costruire un insediamento abitativo a poche centinaia di metri dal Centro olio?.

Ma ci risiamo. Dalla Val d’Agri ci spostiamo a Potenza e anche qui pare proprio che gli errori del passato non insegnino nulla. I problemi legati alla presenza del quartiere Bucaletto, particolarmente esposto alle emissioni in atmosfera di inquinanti prodotti dall’attività industriale dell’ex Sider, sono risaputi. Rimarcati dall’inchiesta giudiziaria che due anni fa provocò lo stop alla produzione dello stabilimento del gruppo Pittini.

Dettagli nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud.

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