Bucaletto, 30 milioni per finire di nuovo in pasto alla ex Sider — La Nuova del sud – Notizie dalla Basilicata in tempo reale

Il centro olio dell’Eni è ben visibile da Viggiano e non solo perché imponente e per la sua presenza ingombrante.L’impianto industriale si trova a poca distanza da un’area fortemente antropizzata. Nessuna risposta al perché abbia messo radici proprio in quel punto. Tutti d’accordo, invece, sul fatto che all’epoca si fece un grave errore.

E a confermarlo non sono solo le inchieste giudiziarie che hanno visto coinvolto il sito del cane a sei zampe, ma anche il fatto che proprio l’Eni sta cercando di allargare il perimetro di pertinenza dello stabilimento, nell’intenzione di ampliare il più possibile la distanza dai centri abitati. Chi andrebbe mai a costruire un insediamento abitativo a poche centinaia di metri dal Centro olio?.

Ma ci risiamo. Dalla Val d’Agri ci spostiamo a Potenza e anche qui pare proprio che gli errori del passato non insegnino nulla. I problemi legati alla presenza del quartiere Bucaletto, particolarmente esposto alle emissioni in atmosfera di inquinanti prodotti dall’attività industriale dell’ex Sider, sono risaputi. Rimarcati dall’inchiesta giudiziaria che due anni fa provocò lo stop alla produzione dello stabilimento del gruppo Pittini.

Dettagli nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud.

via Bucaletto, 30 milioni per finire di nuovo in pasto alla ex Sider — La Nuova del sud – Notizie dalla Basilicata in tempo reale

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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