“Taranto inquinata come Roma”, studio ministero Salute.

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Immagine tratta da repertorio Web.

“Il quadro complessivo che emerge” dall‘indagine sanitaria condotta a seguito dell’inquinamento dell’Ilva “suggerisce per la città di Taranto, per gli inquinanti genotossici aerodispersi analizzati, un carico non superiore a quello di Roma, almeno relativamente alle aree coperte dalle stazioni di campionamento”. E’ quanto emerge dalla Relazione finale degli ‘Studi di biomonitoraggio e tossicità degli inquinanti presenti nel territorio di Taranto’ compiuta da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

L’obiettivo generale dello studio, si ricorda nel documento, è “la valutazione dell’esposizione di gruppi di popolazione residente in aree della città di Taranto prossime allo stabilimento Ilva a confronto con aree non impattate dalle emissioni dell’Ilva stessa e del possibile impatto sulla salute riproduttiva femminile e su funzioni cognitive in popolazioni pediatriche”. Nel documento si sottolinea che i risultati e le relative implicazioni sui livelli di contaminazione atmosferica nei siti studiati “sono specificamente riferibili ai periodi in cui sono stati effettuati i campionamenti” e “possono non essere rappresentativi per periodi precedenti in cui varie attività antropiche possono avere avuto un impatto diverso”.

AdnKronos

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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