Il viaggio dentro “Matera Sum” .

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07 Dic 2016

Scritto da Rosita Stella Brienza

La città di Matera, capitale europea della cultura nel 2019, già nota per le tante meraviglie, si arricchisce di una nuova sensazionale scoperta.

Si tratta di un ipogeo unico al mondo venuto alla luce, dopo circa un anno di scavi, in pieno centro, appena a due passi da piazza Vittorio Veneto, di fianco a corso XX Settembre. Si chiama “Matera Sum” ed un ipogeo posto a 25 metri di profondità, in un ambiente di 1500 metri quadri è possibile fare un viaggio nel tempo, seppur a pochi passi dalla centralissima piazza Vittorio Veneto.

“La scoperta dell’ipogeo, che abbiamo denominato «Matera Sum», era un tassello mancante della storia di Matera che ora potrà dar vita e luce a una città sotto la città. Era un tesoro pieno di terra. E’ stato fatto un lavoro instancabile dalla proprietà e da chi ha aderito al progetto”.

Dettagli nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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