Copertura sanitaria universale. Oms: “Tra povertà e spesa out of pocket sono 400 mln le persone che non vi hanno accesso”.

Il prossimo 12 dicembre sarà la giornata mondiale per la Copertura sanitaria universale, uno tra gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile per il 2030. “Garantire un accesso equo richiede una trasformazione nel modo in cui i servizi sanitari sono finanziati, gestiti e consegnati in modo che i servizi sono concentrati intorno ai bisogni delle persone e delle comunità”.

10 DIC – Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno concordato di cercare di raggiungere una copertura sanitaria universale (UHC) entro il 2030, come parte degli obiettivi di sviluppo sostenibile. E il 12 dicembre sarà l’occasione per riflettere su come raggiungere l’obiettivo visto che si celebrerà proprio la Giornata mondiale per la Copertura sanitaria universale, ovvero l’accesso ai servizi sanitari essenziali di qualità; sicuri, efficaci e convenienti a livello di farmaci essenziali e vaccini e protezione dai rischi finanziari.

Il fatto è che l’obiettivo è ancora lontano. L’Oms rileva come almeno 400 milioni di persone non hanno accesso a livello globale ad uno o più essenziali servizi sanitari. E ogni anno 100 milioni di persone sono spinte nella povertà e 150 milioni di persone soffrono la catastrofe finanziaria a causa della spesa out-of-pocket sui servizi sanitari.

Una spesa out of pocket che in media rappresenta circa il 32% della spesa sanitaria di ciascun paese.

Per l’Oms l’obiettivo è quindi “garantire un accesso equo richiede una trasformazione nel modo in cui i servizi sanitari sono finanziati, gestiti e consegnati in modo che i servizi sono concentrati intorno ai bisogni delle persone e delle comunità”.

Ma servirà pure più personale. “Più di 18 milioni di operatori sanitari supplementari saranno necessari entro il 2030

10 dicembre 2016
© Riproduzione riservata

Il QuotidianoSanita’.it

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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