“VelEni”,misteri tutti italici.

Tratto da :Onda Lucana ,testo e foto by Antonella Lallo 

Fabio Amendolara giornalista professionista ,con innumerevoli collaborazioni da Oggi a Panorama a Libero, ecc…ieri sera ha presentato un suo libro : “VelEni”,e’il suo titolo  nella splendida cornice presso sala convegni “Lacava”, museo archeologico provinciale nella citta’di Potenza ,in una sala gremita tra ospiti illustri e non.

Il libro riporta il lettore ad esplorare un periodo storico italiano avvicinandolo ai numerosi misteri ;dalla morte di Mattei, Pasolini e De Mauro. Situazioni che si avvicinano ai petroli e al potere, tra nomi prestigiosi, fino a quello  di Emilio Colombo,oltre alle dichiarazioni di pentiti di mafia che correlano i fatti ripercorsi.

Un intreccio politico-economico e sociale ,che coinvolge il mondo Italia di quegli anni, rispolverando un percorso fatto di misteri, servizi segreti e depistaggi di una Italia dagli ennesimi scandali di corte. Le migliaia di pagine di documenti, tanti articoli di giornale, insomma tre misteri in un’unica inchiesta. Storie di poteri forti, che muovono i soldi, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese.

Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti dove avevano alla base potere e petrolio; figure importanti considerate martiri dello Stato che si sono lasciati condizionare da un padrone o dal denaro. Vale la pena rileggere quelle pagine della nostra storia sotto un profilo e un racconto espresso garbatamente dall’amico Amendolara in una Italia posta sempre all’attenzione sotto il mistero perenne dei fatti che la storia conserva come scrigno del tempo ai posteri come esempi,ahime’negativi.

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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