No al petrolio a Masseria La Rocca

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21 Dic 2016

Scritto da Michelangelo Russo

No alle ricerche petrolifere a Masseria La Rocca.

Il Consiglio regionale ha approvato ieri sera all’unanimità, dopo aver visto stravolto il proprio ordine del giorno dalla protesta di alcuni cittadini sotto la Regione, una mozione proposta dal consigliere Leggieri (M5s) che impegna il presidente della Regione Pittella “ad emanare entro sette giorni l’apposita deliberazione con la quale si esprima parere negativo al progetto/permesso di ricerca ‘Masseria La Rocca” al fine di tutelare il territorio e la salute pubblica ed a comunicare immediatamente alle autorità competenti la deliberazione e il proprio dissenso rispetto al progetto”.

La mozione si riferisce al permesso di ricerca della società Rockhopper, che interessa un’area di circa 13 chilometri quadrati in agro di Brindisi di Montagna. “Restano solo 12 giorni – si legge nel documento – affinché la Regione esprima parere negativo nell’ambito delle perviste procedure d’intesa. Un dissenso assolutamente necessario per aprire una trattativa politica con il governo”.

Dettagli nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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