O ROMA O MORTE!!!

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

Avete presente la frase attribuita a Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci.”?Bene, ormai non deridono più nessuno, adesso guerreggiano e attaccano senza sosta!  Ecco, questo è quello che è successo e sta succedendo ovunque con il Movimento 5 Stelle, (vi ricordate di Quarto, Livorno, Bagheria ecc…) ma soprattutto a Roma, ed oggi siamo alla fase n° 3 (poi ti combattono).

I Cinque Stelle sono stati ignorati per anni, poi derisi e denigrati, oggi invece, contro di loro, schierano l’artiglieria pesante.

davidegolia
Immagine tratta da:Web.

Speriamo arrivi presto la quarta fase, costi quel che costi: “O Roma O Morte” si legge alla base del monumento di Giuseppe Garibaldi e mai come oggi è necessario indossare la camicia rossa.La posta in gioco è troppo alta e la battaglia è tutt’altro che vinta!L’Italia, è tristemente noto, è una Repubblica fondata su due colonne portanti: la CORRUZIONE e la DISINFORMAZIONE (o mancanza della libertà di stampa)!! Spero sia chiaro a tutti! La prima  viene stimata in 60 miliardi di euro, ma che non tiene conto e in debita considerazione di molti altri aspetti e costi indiretti: fuga di cervelli all’estero (un sollievo per il ministro Poletti), o del deficit di concorrenza; la seconda, la libertà di stampa ci vede posizionati al 77° posto della classifica mondiale (su circa 200 Paesi), praticamente gli ultimi tra i paesi cd evoluti, Haiti e Burkina Faso meglio di noi!!!Due totem intoccabili (altro che Costituzione!), simbiotici e indissolubili: l’uno a garanzia e a supporto dell’altro, che negli anni hanno cementato e tenuto insieme un Paese che più diverso non poteva essere: cosa lega, infatti, un siciliano ad un valdostano?? O un piemontese ad un calabrese se non questo sentimento di sopraffazione reciproca e legalizzato attraverso la politica e la gestione privatistica e interessata della res publica??

Appalti, gestione del territorio (dal punto di vista urbanistico e ambientale: speculazione edilizia e inquinamenti da smaltimento illegale di rifiuti anche pericolosi), finanziamenti ai partiti, alle imprese e ai privati creano un appeal fortissimo e irresistibile che garantiscono facili arricchimenti e clientes in un cerchio perverso che si autoalimenta.Tutto ciò che è pubblico e risorsa pubblica è un’attrazione fatale per le mafie, non necessariamente con la coppola anzi solitamente in giacca e cravatta e dai toni garbati e rassicuranti.

I Partiti, in primis il PD, i media e i tutti i ben-pensanti da salotto in quanto beneficiari dell’attuale status quo sono tutti appassionatamente uniti, in un perenne patto del Nazareno trasversale, contro il Movimento 5 Stelle,  ma perché hanno così tanta rabbia e paura??

La domanda è volutamente oziosa e provocatoria e la risposta abbastanza scontata:  sono l’unica variabile incontrollabile in un sistema di potere oligarchico consolidatosi lungo secoli di abusi e corruttele di ogni genere che vede contrapporsi, senza soluzione di continuità, Luigini a Contadini: i due unici veri partiti italiani, secondo Levi, e che può, finalmente, far prevalere gli eterni perdenti Contadini.Ma i contadini non possono regnare, non in questo mondo, qualsiasi religione ce lo insegna: gli ultimi saranno i primi: ma non qui, non adesso!!E per scongiurare che ciò avvenga Matrix non può concedersi alcuna sosta, ecco che diventa vitale veicolare con insistenza notizie, anche di poco conto, farcite di illazioni di qualunque tipo o riportare cronache che riguardano fatti, personaggi ed epoche che nulla hanno a che vedere con l’attualità, e i professionisti del dileggio lo sanno benissimo: l’importante è creare caos, gettare discredito e fango, tentare di produrre sconcerto e disorientamento e dubbi: si stava meglio quando si stava peggio?Lo hanno fatto e lo stanno facendo in grande stile a Roma senza risparmiarsi! A Roma, è chiarissimo, la partita in gioco non si chiama Roma ma Italia e probabilmente per sempre, ecco perché sono così agguerriti e non molleranno facilmente la presa: sarà una battaglia cruenta, subdola e senza esclusione di colpi ma lo sapevamo e bisognerà dare fondo a tutte le migliore energie.

Carlo Levi, nel suo capolavoro, descrive sapientemente questo tentativo di dominio di classe che si perpetua da sempre.

La piccola borghesia non ha mezzi sufficienti col decoro necessario, per fare la vita del galantuomo. […] Questa classe degenerata deve, per vivere (i piccoli poderi non rendono quasi nulla), poter dominare i contadini, e assicurarsi in paese, i posti remunerati di maestro, di farmacista, di prete, di maresciallo dei carabinieri, e così via, E’ dunque questione di vita o di morte avere personalmente in mano il potere; essere noi o nostri parenti o compari ai posti di comando. Di qui la lotta continua per arraffare il potere tanto necessario e desiderato, e toglierlo agli altri; lotta che la ristrettezza dell’ambiente, l’ozio, l’associarsi di motivi privati o politici rende continua e feroce.

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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