E FESTA SIA!

 

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Foto by Antonella Lallo :Piazza Prefettura in Potenza.Prove concerto di fine anno 2016.

 

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

Anche quest’anno il primo canale della tv pubblica trasmetterà, in diretta dalla Basilicata, la sua trasmissione di capodanno: Un megaconcerto di 4 ore che accompagnerà l’entrata del nuovo anno. Come d’obbligo in Italia non mancano mai le polemiche: sullo spazio ridotto di piazza Pagano, sui pali tagliati per far posto al palco, il disagio dei cittadini, gli stessi che si lamentano perché a Potenza non si fa mai niente, e quindi vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, e c’è già chi vuole abolire lo stesso capodanno. Magari per non offendere religioni new age che aspettano il ritorno degli alieni. Basta! Andiamo tutti a Potenza e facciamo il consueto baccano, e pur sempre un orgoglio stare al centro dei programmi peninsulari. E fosse solo per questi eventi sarebbe meglio,  giacché il capitalismo terminale ci priva ogni anno di giovani lucani, quei pochi che rientrano rivendicano, anche con un pizzico di malinconia, la loro identità. Godano pure del presente perché del domani non v’è certezza.

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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