Sul lungomare di Policoro i sequestri alla luce del sole di cui nessuno parla — Punto eBasta

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Quando i professionisti del turismo sembrano “professionisti dell’abusivismo” Oggi mi hanno inviato da Policoro le foto sottostanti. Dopo una breve ricerca web ho notato che a parte la notizia di Sassilive del 13 agosto, nessun organo di stampa ha trattato dei sequestri effettuati lungo il margine destro del lungomare di Policoro a fine agosto. Notizia…

Oggi mi hanno inviato da Policoro le foto sottostanti. Dopo una breve ricerca web ho notato che a parte la notizia di Sassilive del 13 agosto, nessun organo di stampa ha trattato dei sequestri effettuati lungo il margine destro del lungomare di Policoro a fine agosto. Notizia che mi ha colto impreparato, ma ha colto impreparata anche la Guardia Costiera di Policoro che oltre a confermare il contenuto delle foto non ha rilasciato alcuna dichiarazione ulteriore.

Fa riflettere come i provvedimenti risalgano alla fine della stagione turistica ( 26 agosto ) e fa sorridere come uno dei due chioschi, ( di proprietà di un noto ex-sindacalista, fruitore di pinete e manodopera giovanile locale a basso costo, non nuovo agli abusivismi – ndr ) appartenga al medesimo imprenditore che quest’estate ospitò l’intervista al sottosegretario De Filippo, che dopo aver parlato delle attività di salvamento in mare, pare non sia riuscito a salvare il chiosco dell’amico imprenditore, amico verso il quale il politico lucano ha tessuto ampie lodi. Ma sì guardiamo al futuro, sperando che qualcuno non occupi abusivamente i legittimi sogni degli altri.

via Sul lungomare di Policoro i sequestri alla luce del sole di cui nessuno parla — Punto eBasta

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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