E’ morto William Salice, il papà dell’Ovetto kinder — RSS di – ANSA.it

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Aveva 83 anni, stretto collaboratore di Michele FerreroE’ morto ieri sera in una clinica di Pavia, dove era ricoverato da tempo, William Salice per anni uno dei più stretti collaborati di Michele Ferrero, il papà della Nutella.
In Ferrero, dove era entrato nel 1960, aveva contribuito al lancio di vari prodotti, tra cui l’Ovetto Kinder. A chi lo indicava come l’ideatore dell’Ovetto, lui rispondeva: “L’inventore è Ferrero io sono l’esecutore materiale”.
La notizia della morte si è diffusa a Loano, dove aveva istituito la fondazione Color Your Life. Era originario di Torino, ma da anni era residente a Borghetto Santo Spirito (Savona). Aveva 83 anni, era stato colpito da ictus. In questi anni, con la fondazione, Salice ha portato a Loano migliaia di studenti e centinaia di tutor di altissimo livello dai premi nobel ai capitani d’industria per contribuire a far sviluppare il talento dei giovani in vari campi. I funerali si svolgeranno sabato mattina a Casei Gerola (Pavia), nella chiesa di San Giovanni Battista.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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