MPS E D’INTORNI

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Immagine tratta da:Web.

Tratto da:Onda Lucana by Avv.Antonio Romano

Il MPS,PER MEGLIO COMPRENDERNE IL DISASTRO FINANZIARIO DIETRO IL QUALE C’E’ LA POLITICA e il PD.

I soldi succhiati agli italiani per salvare il Monte dei Paschi di Siena e il silenzio rumoroso su fatti gravi e oscuri. Nell’articolo riportato sotto e dal titolo “ MPS i conti non tornano : in 11 mesi bonifici per 17 miliardi” gli elementi che più colpiscono sono due : a) l’articolo è del 29 gennaio 2013; b) ” Dalle carte in possesso dai pm sono emersi bonifici internazionali per circa 17 miliardi di euro; operazioni effettuate dal 30 maggio 2008 al 30 aprile 2009, ossia nei mesi successivi il perfezionamento dell’acquisizione di banca AntonVeneta. Una cifra nettamente superiore ai 10,3 miliardi di euro che corrispondono all’esborso per l’acquisizione dell’istituto. Secondo quanto si è appreso sotto la lente dei pm ci sarebbero in particolare due bonifici, rispettivamente da 2,5 miliardi e da 123,3 milioni, a favore di Abbey National Treasury Service Plc di Londra. A quanto si apprende queste operazioni interessano gli inquirenti perchè si tratterebbe di cifre che, secondo fonti vicine alle indagini, sarebbero successivamente RIENTRATE in Italia, USUFRUENDO dello scudo fiscale”. Il primo febbraio quindi appena due giorni dopo un articolo del Corriere della Sera che riportava quanto dall’allora presidente della Repubblica Napolitano dichiarava sul rapporto tra stampa e amministrazione della giustizia “ il Capo dello Stato ha fatto riferimento all’ultimo esempio del «richiamo piuttosto brusco di un importante ufficio giudiziario, la Procura della Repubblica di Siena, che segue la scottante e complessa indagine sul Monte dei Paschi, di fronte alla pubblicazione di notizie che ha dichiarato totalmente infondate e di cui ha anche fatto comprendere la grave possibile ricaduta destabilizzante sui mercati, al punto da annunciare o da ventilare provvedimenti per aggiotaggio e insider trading. Questo – per il Presidente – è un punto delicato di una materia tutta delicata».”. Incredibile che un presidente dichiari che le notizie sono “ totalmente infondate “ e bacchetti la Procura di Siena. La documentazione relativa alla tesi dei 17 mld pagati è stata depositata alla Procura di Roma da un avvocato di Siena tal Paolo Emilio Falschi e si sostiene nella denuncia che l’autorizzazione concessa da Bankitalia a MPS possa essere un “ falso in atto pubblico “ . I reati presunti connessi a questa operazione di MPS si PRESCRIVERANNO nel marzo 2018 cioè tra QUATTORDICI MESI.

Tratto da: Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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