GUERRE FREDDE

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Tratto da :Onda Lucana by Salvatore Loviso

In un paese dove l’immagine sociale soprattutto e prima di tutto. A tutti i costi, costi quel che costi.
Immagine sociale, fatta di salutismo , estetica e status, case, macchine, stipendio e sistemazioni. Dall’alto della loro impunità e posizione visto che sono bene inseriti socialmente, e quasi a dirigere il mondo dal come siamo bravi al di là del muro. Pur nella loro modernità intesa come comodità, vivono come in un utopia, pensando di fermare la modernità come stato di diritto mediante favori e raccomandazioni. E dove far confluire quelli che loro chiamano “ rifiuti umani”.
Una sorta di castrazione e sterilizzazione per purificare il mondo. Producendo una politica dello scarto. Un logoramento dei vincoli sociali, di cui il welfare diventa parte integrante delle loro benevolenze da scambiare come una parte di speranze di felicità. Calcolo costi benefici , regnano come sovrani.
Come vivono nella loro concretezza, vivono in comode case , in sicuri stipendi e redditi, con case, ferie +++++ ed escono solo negli eventi.
La famiglia ariana.
Gente ben inserita socialmente, a cui nessuno può dire niente, buoni e cari ma pronti al ricatto ad ogni spiraglio. Come bambini viziati vogliono essere compensati.
Nella loro utopia è compresa una sorta di sterilizzazione o castrazione socio economica esistenziale. Un processo <<darwiniano>> che ha come effetto creare <<vite di scarto>>. Di chi ha un profilo flelessibile che da casa organizza la propria esistenza. Sono in comode case,eleganti ipersicuri che magari dal copmputere di casa organizzano il loro mondo. Assumendo il ruolo di Dio in cui ingozzano magari tra strusci, feste e comunelle. Il tutto condito da eventi.
L’immagine, l’immagine si sa è la prima cosa!!!

Tratto da:Onda Lucana bySalvatore Loviso

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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