Donald Trump e la fine di un’epoca…

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Immagine trattada repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Avv.Antonio Romano

Donald Trump e la fine di un’epoca ” la globalizzazione “. L’elezione di Trump porrà con soddisfazione di molti un limite al falso mito della globalizzazione quale panacea di tutti i mali del mondo o meglio per favorire solo le speculazioni della finanza speculativa, delle multinazionali, del cibo,della farmaceutica, del petrolio e dell’inquinamento, ecc.ecc..

Con l’elezione di Trump e la futura governance degli USA, anche se in modo non proprio repentino, si porrà termine ad una globalizzazione selvaggia che di fatto ha provocato in questi anni in ogni parte del mondo solo destabilizzazione socio-economica e politica.

Sarà la fine dell’utopia della globalizzazione e di un mito cui ci hanno spinto a credere. Con Trump le sue semplici ricette cosiddette populiste tenderanno a privilegiare gli USA e gli Americani.

Un’utopia lanciata nel gennaio del 1996 da Bill Clinton col secondo mandato alla Casa Bianca,

la globalizzazione immaginata quale progetto di creazione dell’uomo nuovo e di un mondo nuovo ma che di fatto ha realizzato gli interessi di pochi speculatori globali a tutti i livelli e in qualsivoglia settore economico.

L’uomo nuovo cui la globalizzazione doveva cancellare le radici socio-culturali e le tradizioni doveva rappresentare il consumatore ideale, l’uomo a taglia unica, e in ultima analisi dal pensiero unico come Tv e Mass-Media hanno tentato invano di imporre.

Ecco cosa rappresenterà Trump e il suo mandato alla Presidenza degli Stati Uniti ne sarà la prova provata.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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