Singing in the snow

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Tratto da:Onda Lucana by Renny Dalglish

La mia fonte d’ispirazione, il mio punto di riferimento, sono sempre quei sette colli che sagomano quel mirabile rilievo che si erge indiscusso sul mio paese e che, da qualche settimana, ha deciso di vestirsi di bianco per celebrare la stagione più ammaliante dell’anno.

Oggi ricomincia il campionato, ma dopo lo stop forzato della scorsa domenica per le avverse condizioni meteo, avevamo ancora da cancellare l’onta subita all’ombra del Vesuvio. La Vultur ospita il Ciampino, inutile dire quanto sia importante in termini di classifica questa partita.

Si gela. Sulle gradinate i “briganti” hanno bisogno di riscaldarsi ma solo una prestazione sontuosa dei propri beniamini potrà infiammarli. I loro nasi rossastri e pizzicati dal freddo sono all’insù, si guarda al cielo color ghiaccio, avvolto da un mantello di nubi ovattate a lasciare intendere che molto presto cadrà la neve. Poco prima della gara ecco i primi fiocchi… e ancora… e ancora più decisi…

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L’arbitro richiama dagli spogliatoi i 22 protagonisti ad uscire dalla tana, lo spettacolo può cominciare, mentre dall’alto il generale Inverno decide di partecipare attivamente alla coreografia, versando copiosamente, in segno di giubilo, i suoi candidi e delicati petali gelati. Lieve e silenziosa ne imbianca il terreno, il quale è sempre più indurito dal freddo al punto ad assumere le sembianze di un guerriero ricoperto di una nuova corazza difficile da scalfire per le suole tacchettate dei giocatori. Oramai neve e nuvole sembrano una cosa sola. La Vultur decide di indossare la terza divisa (quella granata) mentre il Ciampino si presenta in completo bianco forse a replicare con una sorta di tattica camaleontica e come un vero ermellino delle nevi cercherà di mimetizzarsi per confondere l’avversario.

Calcio d’inizio, dieci minuti e …

“Fermi tutti!” Ordina il giudice della gara… “Le linee del campo sono sparite, bisogna ripulirle!”…

Con tanta pazienza si cerca di rimediare, addetti al campo con pale per neve contornano il campo e (che bella la serie D) anche il capitano Carrieri si arma di attrezzo, dopotutto la vuole giocare questa gara!

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Si ricomincia!

L’Inverno però, non sempre ha un cuore di ghiaccio. Inteneritosi dal gesto di altri tempi del capitano rionerese, decide di togliersi dalla scena e di gustarsi senza più interferire, con le sue esternazioni di gioia, il resto del match. Ed ecco che i bianconeri ringraziano e su un lancio dalla propria trequarti Petagine approfitta degli scivoloni laziali, più abituati a volare che a pattinare, e davanti al portiere imita il miglior Ingemar Stenmark mettendo la palla in rete. Il raddoppio arriva poco dopo grazie a De Stefano su calcio di punizione defilato che, complice una deviazione di un difensore, manda la palla, oggi giallo limone, all’incrocio dei pali. Nel secondo tempo la Vultur si diverte sulla neve danza e pattina, pattina e danza, mentre gli avversari sbandano fino a capitolare per la terza volta grazie ancora a De Stefano che sigla una doppietta per lui inaspettata perché non segnava dal 2 ottobre! Si fa accademia come si dice in gergo, nel finale ci sono i soliti cambi ma i tifosi sperano in un gol del bomber argentino Cristaldi… Chiamato, arrivato… Al 45’ ecco la sua prima rete bianconera (è arrivato da poco) ed è quasi una liberazione anche per il Pampa Sosa che ha scommesso su di lui.

Si va a casa consapevoli di avere una buona squadra che può togliersi altre soddisfazioni, siamo al crepuscolo della giornata, gli uccellini nel piano innevato, in cerca di cibo, raggruppati quasi a formare una macchia d’inchiostro su una pagina di quaderno, abbandonano il suolo per andare a dormire, mentre i giocatori salutano al pubblico, con cori e canzoni immersi nella neve, il roboante 4-0 !… La disfatta di Ercolano è definitivamente cancellata!

Tratto da:Onda Lucana by Renny Dalglish

 

 

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