Singing in the snow

15965853_823312311140160_5264030676136006070_n

Tratto da:Onda Lucana by Renny Dalglish

La mia fonte d’ispirazione, il mio punto di riferimento, sono sempre quei sette colli che sagomano quel mirabile rilievo che si erge indiscusso sul mio paese e che, da qualche settimana, ha deciso di vestirsi di bianco per celebrare la stagione più ammaliante dell’anno.

Oggi ricomincia il campionato, ma dopo lo stop forzato della scorsa domenica per le avverse condizioni meteo, avevamo ancora da cancellare l’onta subita all’ombra del Vesuvio. La Vultur ospita il Ciampino, inutile dire quanto sia importante in termini di classifica questa partita.

Si gela. Sulle gradinate i “briganti” hanno bisogno di riscaldarsi ma solo una prestazione sontuosa dei propri beniamini potrà infiammarli. I loro nasi rossastri e pizzicati dal freddo sono all’insù, si guarda al cielo color ghiaccio, avvolto da un mantello di nubi ovattate a lasciare intendere che molto presto cadrà la neve. Poco prima della gara ecco i primi fiocchi… e ancora… e ancora più decisi…

16127990_823465851124806_33033275_n

L’arbitro richiama dagli spogliatoi i 22 protagonisti ad uscire dalla tana, lo spettacolo può cominciare, mentre dall’alto il generale Inverno decide di partecipare attivamente alla coreografia, versando copiosamente, in segno di giubilo, i suoi candidi e delicati petali gelati. Lieve e silenziosa ne imbianca il terreno, il quale è sempre più indurito dal freddo al punto ad assumere le sembianze di un guerriero ricoperto di una nuova corazza difficile da scalfire per le suole tacchettate dei giocatori. Oramai neve e nuvole sembrano una cosa sola. La Vultur decide di indossare la terza divisa (quella granata) mentre il Ciampino si presenta in completo bianco forse a replicare con una sorta di tattica camaleontica e come un vero ermellino delle nevi cercherà di mimetizzarsi per confondere l’avversario.

Calcio d’inizio, dieci minuti e …

“Fermi tutti!” Ordina il giudice della gara… “Le linee del campo sono sparite, bisogna ripulirle!”…

Con tanta pazienza si cerca di rimediare, addetti al campo con pale per neve contornano il campo e (che bella la serie D) anche il capitano Carrieri si arma di attrezzo, dopotutto la vuole giocare questa gara!

15977785_823502611121130_1885838906996391645_n

Si ricomincia!

L’Inverno però, non sempre ha un cuore di ghiaccio. Inteneritosi dal gesto di altri tempi del capitano rionerese, decide di togliersi dalla scena e di gustarsi senza più interferire, con le sue esternazioni di gioia, il resto del match. Ed ecco che i bianconeri ringraziano e su un lancio dalla propria trequarti Petagine approfitta degli scivoloni laziali, più abituati a volare che a pattinare, e davanti al portiere imita il miglior Ingemar Stenmark mettendo la palla in rete. Il raddoppio arriva poco dopo grazie a De Stefano su calcio di punizione defilato che, complice una deviazione di un difensore, manda la palla, oggi giallo limone, all’incrocio dei pali. Nel secondo tempo la Vultur si diverte sulla neve danza e pattina, pattina e danza, mentre gli avversari sbandano fino a capitolare per la terza volta grazie ancora a De Stefano che sigla una doppietta per lui inaspettata perché non segnava dal 2 ottobre! Si fa accademia come si dice in gergo, nel finale ci sono i soliti cambi ma i tifosi sperano in un gol del bomber argentino Cristaldi… Chiamato, arrivato… Al 45’ ecco la sua prima rete bianconera (è arrivato da poco) ed è quasi una liberazione anche per il Pampa Sosa che ha scommesso su di lui.

Si va a casa consapevoli di avere una buona squadra che può togliersi altre soddisfazioni, siamo al crepuscolo della giornata, gli uccellini nel piano innevato, in cerca di cibo, raggruppati quasi a formare una macchia d’inchiostro su una pagina di quaderno, abbandonano il suolo per andare a dormire, mentre i giocatori salutano al pubblico, con cori e canzoni immersi nella neve, il roboante 4-0 !… La disfatta di Ercolano è definitivamente cancellata!

Tratto da:Onda Lucana by Renny Dalglish

 

 

Annunci

Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...