Arriva Monkey, il social creato dai teenager

Ben Pasternak e Isaiah Turner, fondatori di Monkey (CREDIT:

Fondatori hanno 17-18 anni, ma app controversa come Chatroulette

Redazione ANSA ROMA

21 gennaio 201719:33 News

ROMA – Facebook ha tredici anni di anzianità. A capo di Snapchat, la chat ‘usa e getta’ popolare tra i giovanissimi, c’è un gruppo di quasi trentenni. Allora i teenager che fanno? Si creano da soli un social network a loro misura che punta a diventare “l’applicazione numero 1 al mondo”.

E’ questo l’ambizioso obiettivo di Ben Pasternak e Isaiah Turner, rispettivamente 17 e 18 anni, che hanno lanciato Monkey. Ha già raccolto oltre 200mila utenti e anche sollevato qualche dubbio perché l’app ha un meccanismo simile alla controversa Chatroulette. Monkey è una video-chat che mette in contatto casualmente e per una manciata di secondi “gli amici di Internet”, più che gli amici di scuola o della vita reale, spiegano i due creatori che si sono conosciuti proprio online. Pasternak viveva a Sydney e si era fatto già notare per l’app Flogg (una sorta di eBay per adolescenti, per disfarsi delle cose che non interessano più), Turner era invece basato nel Maryland. Ora vivono a New York.

L’app – integrata a Snapchat – mette in contatto casualmente due persone che non si conoscono, mostrando poche informazioni, se si vuole continuare la conversazione basta diventare amici. Altrimenti, si passa ad un altro contatto. Un meccanismo veloce e controverso, simile a quello dell’app Chatroulette, lanciata nel 2009, che ha finito per proporre prevalentemente contenuti sessualmente espliciti. Monkey “è per una comunità estremamente ‘pulita’”, tiene a sottolineare Pasternak che insieme al suo socio ha aperto un profilo su Snapchat per raccogliere i problemi segnalati dagli utenti.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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