PAGARE GRATIS COME FANNO LE BANCHE

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Immagine di repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Romano

I governi e le autorità monetarie, i tribunali ( Tribunale di Bolzano ) affermano sia legittimo che le banche commerciali creano moneta/euro con mezzi contabili, cioè semplicemente mediante digitazioni elettroniche, per eseguire pagamenti e prestiti, anche se nessuna norma dà loro questo potere e quello che la legge non vieta di conseguenza è lecito/legittimo farlo. In effetti, il Trattato di Lisbona, artt. 127 e 128, riserva al Sistema Europeo delle Banche Centrali la creazione delle sole banconote-euro, non dell’euro scritturale-elettronico – o così sembra, come ha stabilito recentemente un giudice in una causa. Da quanto sopra consegue, secondo il principio che ciò che non è vietato è consentito, che tutti possono creare euro scritturale perché a nessuno è vietato dalla legge In base a questo ragionamento, si può creare euro, con idonee registrazioni contabili, e inviarli mediante PEC  ai vostri creditori, soprattutto alle banche. Il sistema creato dalle banche private di stampare/digitano con un clic la moneta/Euro dal nulla ( sostenuto dai governi sotto ricatto dei banchieri e delle c.d. Autorità Monetarie gestite dai banchieri stessi), non riuscirà per molto tempo ancora a nascondere le proprie contraddizioni logico-giuridiche e crollerà come un castello di sabbia.

Tratto da:Onda Lucana by Antonio Grazia Romano

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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