Val d’Agri, rischio sismico: il professor Boschi mette in guardia sulla reiniezione

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MOLITERNO- “La Val d’Agri è una zona ad alto rischio sismico naturale, quello catastrofico del 1857, di magnitudo 7, sta lì a dimostrarlo. Iniettare fluidi pressurizzati in prossimità dell’epicentro di terremoti violenti si può fare o no?” Questa, per Enzo Boschi, è una domanda che deve essere necessariamente posta, parlando della reiniezione delle acque di strato da parte di Eni nel pozzo Costa Molina 2.

“Non sull’onda della emotività”, ma confrontando gli studi scientifici a disposizione. Il sismologo, professore ordinario di Geofisica all’Università di Bologna, già presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e membro della Commissione Grandi Rischi, è stato ospite ieri di un convegno su uno dei temi più sensibili della vicenda petrolifera lucana (si pensi anche all’inchiesta della Procura di Potenza) e più strategici per la multinazionale del cane a sei zampe, promosso dall’Osservatorio Popolare della Val d’Agri a Moliterno.

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