IL MATRIARCATO GERMANICO PORTA IL CATTOLICESIMO AL TRIONFO

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Immagine tratta da repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda

IL MATRIARCATO GERMANICO PORTA IL CATTOLICESIMO AL TRIONFO (parte terza)

I duchi ariani, comunque e per il momento, non potevano agire apertamente per sovvertire il regno, subivano un chiaro isolamento da parte di una schiacciante maggioranza della nobiltà e del popolo, dato che comunque i successi militari e politici di Agilulfo erano notevoli. Sotto il suo regno si registra la grande avanzata dei longobardi al centro sud, il ducato di Benevento nasce proprio in tale contesto, in più, ci fu anche il modo per contentare gli stessi ariani dato che nell’invasione a meridione Agilulfo giunse a minacciare la stessa Roma, costringendo Papa Gregorio a pagare 500 libbre d’oro! Al re longobardo. Tuttavia, come detto, il rapporto con il pontefice, ed in questo si vede l’opera della regina, si rasserenò subito poiché il re concesse la piena libertà a Roma e il cosiddetto patrimonio petrino, il territorio che sarebbe diventato lo Stato della Chiesa. Mentre anche a nord est, schiacciando le rivolte dei duchi, il potere regio giunse fino alle Alpi Giulie e a quei territori che erano, sia pur solo formalmente, ancora sotto dominio bizantino: mi riferisco all’attuale Veneto e Romagna. Agilulfo fece in tempo a nominarsi: “Gratia Dei rex totius Italiae”. Rivendicando con questo non solo il raggiungimento di un obiettivo politico, ma anche presentandosi come continuatore dell’opera iniziata dal suo predecessore, Autari. Dopo tutta questa mirabile opera poté calarsi nella tomba felicemente, anche perché è uno dei pochi sovrani longobardi a morire naturalmente, ed ancora una volta lei, Teodolinda, tornò a reggere le sorti del regno, ora sorvegliando il minorenne successore, suo figlio Adaloaldo, il cattolico, il primo sovrano fedele alla Chiesa romana. E fu proprio l’appartenenza del giovane sovrano a questo credo a favorire il riemergere degli ultimi rigurgiti di nazionalismo ariano germanico, nonostante siano trascorsi 25 anni di regno del padre, anni in cui la coppia regia si era spesa con ogni mezzo per fondere i due popoli in uno solo; popolo che sarà chiamato proprio a seguito di ciò, italiano, il che significa che proviene dagli italici ma non è più tale. Intanto tutto era ormai pronto per la rivincita degli eretici nazionalisti, perché la loro guida era Arioaldo, ariano nonché cognato del re cattolico, (avendo sposato sua sorella Gundeperga), e fu proprio questa parentela che gli rese possibile portare a compimento l’opera di spodestamento. Ma quest’atto, lungi dal rappresentare la rinascita dell’elemento arcaico, germanico-orientale, rese palese a tutti che una restaurazione ariana era impensabile tant’è che proprio Gundeperga, moglie di Arioaldo, con l’appoggio del potentissimo duca del Fiurli, Tasone, tentò fin da subito, a sua volta, di spodestare il nuovo re; la politica dei longobardi continuava ad essere una questione si spola e talamo, oltre che di spada e codici. In questo caso comunque il partito cattolico pareva sconfitto perché Arioaldo resistette all’assalto muliebre e rinchiuse Gundeperga in una torre accampando, per giustificare l’atto, il solito adulterio. Quest’ultimo capo d’accusa tuttavia lo si potrebbe pure sostenere, (intendiamoci! Relativamente ai tempi), dato che la libertà di agire, di cui godevano le regine longobarde, favorivano le frequentazioni diciamo “fuori ordinanza” che dunque erano più che probabili. Però, essendo l’epoca sottoposta a regimi che facevano della forza guerriera un attributo divino utile per l’asserzione della verità, (e che chiamavano apposta giudizio di Dio), un campione della regina cattolica, a nome Carello, scese in tenzone sfidando il campione della parte accusatoria, dietro la quale c’era ovviamente il Re ariano. Carello vinse il duello cavalleresco e restituì al trono la regina. Dopo aver lavato l’onta Gundeperga poté dare avvio alla rivalsa dell’elemento cattolico su quello ariano, e il re Arioaldo dovette cedere, cercando i modi per almeno lenire quella che era a tutti gli effetti un avanzata che stava portando all’estinzione l’eresia ariana. Dopo la morte di re Arioaldo, nel 636, ancora le regine, che detenevano ormai “costituzionalmente” l’interregno, e a volte la co-reggenza, furono chiamate a legittimare un nuovo re. Gundeperga così, sulle orme della sua ormai mitica madre, Teodolinda, scelse il suo sposo nella figura di Rotari, duca di Brescia. Tuttavia anche questo matrimonio fu infelice per la regina, anche se in un certo modo continuò a influenzare i rapporti coi latini cattolici. L’editto che emanò Rotari infatti vede un ulteriore passo verso la romanizzazione completa dei longobardi. Anzitutto fu scritto in latino, si rifaceva al diritto romano, anche se regolava le vertenze tra privati longobardi, perché la popolazione latina continuava a regolarsi con il diritto giustinianeo. Ciò non toglie che in seguito, nel 700, esso divenne, con gli adeguamenti dovuti al rispetto delle leggi romane, un codice unico per tutta la popolazione, sempre più un copro solo, latino-longobardo, ossia italiano. E proseguiva, durante questo regno, l’avanzata territoriale del ducato longobardo di Benevento, prosecuzione del regno del nord Italia, e mai come al tempo di Rotari unito ad esso. Ormai solo gli scarsi possedimenti del papa, e dei bizantini, che si stendevano lungo i territori che costituiranno in seguito lo stato della chiesa, impedivano la riunificazione della penisola. Morto anche Rotari, Gundeperga riprese il consueto ruolo di guida del regno, divenendo reggente per il figlio di Rotari, Rodoaldo, che però rimase per poco tempo,  venendo a mancare nel giro di pochi mesi. A quel punto non restava altro da fare, per la regina, che rinchiudersi in monastero, (non prima di aver fondato, a Pavia, la basilica di S. Giovanni), perché tanto l’opera pia di dissoluzione dell’eresia ariana s’era compiuta definitivamente. Al trono era salito suo cugino Ariperto I, re cattolico che procedette alla definitiva romanizzazione dei longobardi. Da adesso e fino alla dissoluzione operata da Carlo Magno, il regno si poteva definire a tutti gli effetti un regno italiano. Ed il ruolo svolto dalle regine, soprattutto Teodolinda, fu fondamentale per la pacificazione, e riunificazione, se non politica almeno spirituale, della penisola. I duchi, guerrieri fedeli alle tradizioni ancestrali, che mal sopportavano i cambiamenti imposti dalla corte. Alla fine furono beffati proprio dalla loro indole arcaica, che li induceva a venerare la figura femminile e che, un poco per volta, li portò inesorabilmente ad accettare i cambiamenti che queste regine portavano nel loro mondo. Fino a renderli un’altra gente dai rudi uomini delle steppe quali erano, fino a farli latini e cattolici, apostolici e romani.

Tratto da :Onda Lucana by Ivan Larotonda

Nuovi Lea. La Corte dei conti registra il Dpcm. E ora manca solo la Gazzetta Ufficiale

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Si chiude il lungo cammino dei Nuovi Lea. Dopo l’accordo in Stato Regioni, il vaglio del Mef e la firma di Gentiloni, arriva amche l’attesa registrazione della Corte dei conti. Ora l’ultima tappa con la ormai imminente pubblicazione in GU. Dal nomcenclatore protesico alla fecondazione assistita eterologa ed omologa fino ai nuovi vaccini. TUTTE LE NOVITÀ NELLO SPECIALE SUI NUOVI LEA

03 FEB – La Corte dei conti ha registrato oggi il Dpcm che aggiorna i livelli essenziali di assistenza e a questo punto per la sua entrata in vigore manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Nomenclatore protesico, fecondazione assistita eterologa ed omologa, nuovi vaccini (come l’anti Pneumococco, l’anti Meningococco e l’anti Varicella, ed estende quello per il Papillomavirus anche agli adolescenti maschi), screening alla nascita, esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi.

Novità anche per la Pma con l’eterologa che entra a pieno titolo nelle prestazioni del Ssn. E non solo, la celiachia passa invece dall’elenco delle malattie rare a quelle croniche. E poi esenzioni per ulteriori 118 malattie rare e revisione dell’elenco delle malattie croniche con l’aggiunta di 6 patologie tra cui la Broncopneumopatia. Novità sul anche trattamento dell’autismo e sull’appropriatezza prescrittiva. Previsti anche i trattamenti contro la ludopatia, le cure per l’adroterapia per la cura dei tumori e la terapia del dolore.

Queste sono solo alcune delle nuove prestazioni sanitarie che il Servizio sanitario nazionale dovrà garantire secondo quanto previsto dal Dpcm sui nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea), le cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o pagando un ticket. (VAI ALLO SPECIALE SUI NUOVI LEA).

In ogni caso, dopo la pubblicazione in Gazzetta la prima tappa attesa è quella del 28 febbraio, data entro la quale è previsto un nuovo aggiornamento.

03 febbraio 2017
© Riproduzione riservata Il QuotidianoSanita’.it

Boom di ricavi per Facebook, superati 1,8 mld ‘amici’

Facebook outperforms analysts' expectations

Titolo balza oltre il 3%. Ma Zuckerberg perde causa su Oculus

Redazione ANSA NEW YORK

02 febbraio 201710:43 News

Facebook torna a correre: il quarto trimestre ha fatto registrare un balzo in avanti nei ricavi del 51%, a 8,81 miliardi di dollari. Un exploit ben al di sopra delle attese di Wall Street. Tale risultato è stato possibile soprattutto grazie – ancora una volta – all’aumento delle entrate sul fronte della pubblicità sui dispositivi mobili. Del resto gli annunci pubblicitari su smartphone e tablet sono la voce che ha guidato l’impetuosa crescita del gigante del web negli ultimi quattro anni.

Facebook si conferma così numero due nella raccolta pubblicitaria per il settore mobile, alle spalle di Google. Con un numero di ‘amici’ che al 31 dicembre 2016 ha superato 1,86 miliardi di persone, il 17% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 1,23 miliardi controllano quotidianamente il social media sul proprio pc e 1,74 miliardi accedono a Facebook dal loro dispositivo mobile.

Esulta Mark Zuckerberg: “La nostra missione di connettere il mondo è adesso più importante che mai”, spiega, “e abbiamo ancora molto lavoro da fare per unire la gente”. Intanto il titolo di Facebook vola nelle contrattazioni after hours alla Borsa di New York, guadagnando oltre il 3,05%. Nel dettaglio il risultato sul fronte dei ricavi è superiore alle previsioni degli analisti che avevano indicato 8,51 miliardi di dollari. L’utile per azione si è attestato a 1,41 dollari, oltre gli 1,31 dollari attesi dal mercato.

Unica nota negativa della giornata quella che riguarda Oculus VR. Facebook perde in tribunale e dovrà pagare pagare 500 milioni di dollari a ZeniMax Media. La giuria del tribunale di Dallas ha dato ragione a quest’ultimo che ha accusato Oculus VR di aver rubato la sua tecnologia per Oculus Rift, il dispositivo di realtà virtuale. Il furto sarebbe avvenuto prima che Facebook acquistasse Oculus Vr nel 2014 per 2 mld di dollari. Zuckerberg ha testimoniato in tribunale precisando di ritenere le accuse false. ZeniMax media ha puntato invece il dito contro Oculus VR per aver assunto uno dei suoi designer più famosi, rubando i suoi diritti di proprietà intellettuale.

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La Germania vuole commissariare Roma entro il 2017 – Marco Zanni da Bruxelles.

byoblu Pubblicato il 02 feb 2017 Dall’europarlamento di Bruxelles, Marco Zanni denuncia una grave minaccia di cui nessuno ha ancora parlato: il tentativo di commissariamento di Roma entro il 2017 da parte della Germania, nascosto in un emendamento all’articolo 507 del Regolamento sui requisiti patrimoniali delle banche (CRR), che mira a delegare all’Autorità Bancaria Europea…

via La Germania vuole commissariare Roma entro il 2017 – Marco Zanni da Bruxelles. — Blondet & Friends