I social network come una piazza

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Immagine di repertorio Web.

Tratto da :Onda Lucana by Salvatore Loviso

Una piazza dove tutto può accadere, ma dove dovrebbero valere le stesse regole di convivenza civile e di rispetto degli altri che si dovrebbero applicare tutti i giorni.
Quindi io sono d’accordo sulla punizione delle “notizie Fak “ma da applicare anche alla politica, di troppe persone che sulle pseudo verità hanno costruito carriera e posizione. I più grandi crimini del mondo non sono commessi da chi infrange le regole, ma da persone che ossequiosi ai perbenismi dominanti le seguono.
In realtà questo può incrinare la struttura elitaria e i privilegi.
Repressione significa intimidire = POTERE.
Creare un mondo perfetto prive di notizie false, dove solo LORO hanno autorità. Ciò che non possono ottenere con le leggi la ottengono con la menzogna.
Quindi bisogna fare una sana autocritica, moderando i toni nelle piazza non solo virtuali, ma anche e soprattutto di chi fa dei negazionismi e normalizzazioni una merce di scambio.
Potenti e politici chi di menzogna ferisce …….
Le pseudo verità non possono essere una vostra esclusiva!!!

Tratto da:Onda Lucana by Salvatore Loviso

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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