I FIGLI DEL SOLE

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Immagine tratta daWebby Ivan Larotonda

Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda

I figli del Sole-parte prima

Nell’odierno immaginario collettivo gli europei, dopo essere stati sottoposti ad un rituale quaresimale della durata di ben settanta anni, risultano a tal punto ridotti al mutismo penitenziale da celarsi dietro un indefinito aggettivo geografico, Occidentale. Pur di farli scomparire, come insieme di popoli dalla ben definita nazionalità, è stato inventato di tutto; dalla negazione stessa della Patria Nazionale, in luogo della quale si è imposto di chiamarla, immancabilmente e definitivamente, Paese, (come se si trattasse dell’ultimo dei villaggi), per poi diluirne i componenti, gli autoctoni, in mezzo a miriadi di individui provenienti da ogni angolo del pianeta. Ridurre, alla maniera di Metternich, un continente e una civiltà intera, che dovrebbe chiamarsi ancora e sempre, e questo sì a ragione, romana e cristiana, ad un generico “Occidente” vuol dire buttare nella cloaca maxima della storia tutto ciò che è stato fatto, fin dagli albori dell’umanità, da un insieme di popoli che entrarono nel processo di civilizzazione nei modi, certo tra i più irruenti, (ma chi altri s’è risparmiato dall’usare violenze, in passato e ancora oggi?), ma il cui apporto al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera umanità è stato di gran lunga innegabile nonché maggiore rispetto a qualsiasi altra gente. Un dato da cui iniziare per comprendere i primi europei risale innanzitutto alla negazione che esso sia, o fosse stato, esclusivamente “occidentale”. Esistevano aree geografiche del tutto estranee, tanto all’Europa che al resto del cosiddetto emisfero occidentale, all’interno delle quali insisteva la presenza di elementi europei, e già da alcuni millenni prima della nascita di Cristo. Va dato atto, tuttavia, che le comunità cittadine, le prime nate nelle grandi aree fluviali: Indo, Yang Tze, Mesopotamia, Nilo, con l’elemento europeo non ebbero nulla a che fare, almeno durante la fase iniziale della loro formazione, (affermare il contrario significherebbe comportarsi come chi tende ad escludere l’esistenza stessa degli europei), ma furono proprio queste grandi città Stato, come la famosissima Babilonia che, già entrate nell’età della registrazione-catalogazione scritta degli eventi, ci ha fatto conoscere i lontani progenitori di coloro che abiteranno stabilmente l’estrema appendice occidentale dell’Eurasia. A cominciare dai resoconti inerenti l’anno 1740 a. C., quando i Cassiti, preceduti dai Gutei, (il cui nome pare significasse i biondi), invasero la Mesopotamia portando quello che i primigeni babilonesi definivano “l’asino delle montagne”, il cavallo, (per montagne intendevano la catena montuosa del Caucaso, a Nord del quale erano le prime sedi degli europei); animale del tutto sconosciuto nel medio oriente prima dell’arrivo degli europei. E non era tutto, ai cavalli, questi primi europei, aggiogavano i carri da guerra, dalle ruote alleggerite per poter correre più veloci; a bordo di questi si trovavano guerrieri alti e dalla pelle chiara, che utilizzavano archi e frecce dalla punta di bronzo nonché, dello stesso metallo, erano fabbricate anche le asce che brandivano, (anche il bronzo, al pari dei cavalli, risultava del tutto sconosciuto in Mesopotamia). I babilonesi ci informano che questi invasori nordici veneravano il Dio Surias, (il cui significato è Sole, nella lingua vedica). Siamo venuti a conoscenza anche che la tipica titolatura dei Re arcaici europei, come del resto la lingua stessa parlata da queste genti, risaliva a un comune ceppo etnico: “Abirattas” (che in sanscrito vuol dire l’uomo dal carro perfetto), oppure Indara, Mirtashil e Nashartyanna; rispettivamente rifacendosi alla triade maschile dell’arcaica India vedica: Indra, Mitra e Varuna, il cui eco della comune origine si riverberava all’altro capo del mondo, tra gli italici, i quali avevano come triade: Iou, Mars, Vofonio, di qui la triade romana arcaica: Iuppiter, dal vedico Iou Pitar, che in Italia come in India  significa Dio Padre; e poi Marte, Dio guerriero dalle proprietà simili al sanguinario Mitra, in ultimo il Dio pacifico Quirino, da Co-Viri, la terza persona, nient’altro che il Dio vedico Varuna. Questi invasori europei dunque, presero a sciamare dappertutto, partendo da regioni situate nell’odierna steppa uralica, e dopo aver invaso l’India e il Medio Oriente puntarono alla terra delle due annuali mietiture di frumento: Il ricchissimo Egitto. Qui, nel 1680 a. C. giunsero col nome di Hyksos, e vi dominano per ben 200 anni. Se i faraoni del nuovo regno ameranno far scolpire la propria immagine sempre a bordo dei carri, lo devono a questi invasori europei.

continua….

Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda

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