Cova, tre serbatoi su quattro senza doppio fondo. E la Regione se ne accorge solo ora

 

25 Feb 2017

Scritto da Mara Risola

 

POTENZA – Da un lato le alghe e non gli idrocarburi nelle acque del Pertusillo, dall’altro l’evidenza dei fatti alla base della fuoriuscita di greggio da una delle 4 cisterne a margine del perimetro del Cova: 3 serbatoi su 4 sprovvisti del cosiddetto ”doppio fondo” di contenimento delle fuoriuscite, una membrana protettiva così come normativa dell’Unmig imporrebbe.

Uno scudo interno di salvaguardia che a 4 anni dall’entrata in vigore della normativa, non è stato ancora realizzato per tutte le cisterne (siamo solo all’inizio) e sul quale la regione soltanto oggi punta il dito preparandosi a presentare una diffida da porgere ad Eni proprio a causa del mancato completamento dei doppi fondi, previsto dall’obbligo in vigore dal 2013.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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