L’ENI entra pure nell’Istituto Superiore Sanita’: il presidente dell’ISS che può tutto, da Mario Merola a Monti, passando per Pittella

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Quando la Regione Basilicata è in difficoltà partono i protocolli, e siamo diventato ormai un cimitero di protocolli e progetti pilota che non portano mai a nulla, e quando raggiungono un risultato utile non si ripetono più, almeno ufficialmente. L’ISS venne in Basilicata, sul Pertusillo nel 2012, fece il suo lavoro, scrisse e disse della presenza di inquinanti, inorganici e microbiologici, ma quella responsabile dello studio non tornò più in Basilicata: idem per la responsabile IZS che ricercò e trovò gli inquinanti nella fauna ittica del Pertusillo, entrambe vittime di “pressioni interne”. Tornerà l’ISS anni dopo, saldato il debito di Arpab, per rifare analisi “soft” e lontane dalle zone calde, insomma dopo due passi in avanti, tre indietro.

Va sempre così in Basilicata: il tragitto più breve per la verità è il labirinto. E dopo si fonderà la Fondazione Ambientale Basilicata, ex Osservatorio Val d’Agri, e contestualmente la Fondazione Ricerca Biomedica, presieduta dal Presidente dell’Iss, Walter Ricciardi: ed ecco che il labirinto si privatizza pure, aumentando il controllo politico della “verità“. La fondazione biomedica dovrebbe studiare l’impatto sanitario dell’inquinamento, ed ecco che arriva un altro protocollo da 38mila euro, che non serve a nulla di sistemico visto l’importo, e difatti ad oggi dopo 18 mesi dalla sottoscrizione è tutto fermo, intanto la fondazione biomedica ha uno statuto che le permette di tutto: dall’acquisto di immobili alla contrazione di mutui.

Ma ENI non sta con le mani in mano, e con le sue immense liquidità nella malconcia Italia entra dove vuole, e sigla con l’ISS un’accordo di collaborazione dai non chiari fini (allegato sotto). Ricciardi nel  febbraio 2017 lancia un bando interno per cercare un collaboratore nell’ISS a 35mila euro lordi annui per lavorare con ENI, ma l’oggetto esatto non si comprende, anche perchè in quanto a trasparenza l’ISS lascia molto a desiderare.

Ricciardi è un “grande” in slang giovanile: ex attore nei film di Mario Merola, grande scienziato dell’OMS, accademico, candidato con Monti alle politiche del 2013, da ex-commissario dell’ISS ne è diventato presidente, e tra le decine di incarichi ed inchieste di Report, è diventato pure presidente della Fondazione Basilicata Biomedica e supervisore delle collaborazioni con ENI.

Quindi controllato e controllore fuori Potenza collaborano, e dopo in Basilicata il primo dovrebbe invece controllare gli impatti del secondo? Che lupanare che è diventata l’Italia: ministeri come il MIUR che siglano protocolli d’intessa per l’alternanza scuola lavoro con le multinazionali ( Eni e McDonalds ) e con l’altra mano invece lanciano programmi per fare educazione ambientale ed alimentare; oppure l’ISS che invece di garantire terzietà, trasparenza e distacco, stringe accordi fumosi con i privati e sul proprio sito non ha neanche un albo pretorio online propriamente detto, per far capire come, perché e quando stringere accordi con privati. Chi vuole può prostituirsi, ma lo faccia usando il proprio corpo e non quello degli altri e a Ricciardi lanciamo la richiesta di rilassarsi un pò, perchè a fare troppe cose tra pubblico, politica e privati si rischia di sembrare non credibili nonostante il lungo CV. Prof. Pres. Ricciardi faccia sua una frase del suo mentore, Mario Merola: “Non voglio rimanere nella storia di Napoli, ma nei ricordi di Napoli!“, lei è già entrato nella storia dell’ISS e non solo, adesso inizi a lavorare sulla qualità dei ricordi da lasciare.

via L’ENI entra pure nell’Istituto Superiore Sanita’: il presidente dell’ISS che può tutto, da Mario Merola a Monti, passando per Pittella — Punto eBasta

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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