L’OTTO MARZO 2017 : SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE .CI RIGUARDA, SOSTENIAMOLO, CONDIVIDIAMOLO.

ALGANEWS

DI GIORGIO CREMASCHI

https://alganews.wordpress.com/

In almeno 40 paesi in tutti i continenti l’8marzo sarà sciopero delle donne. Sciopero contro l’oppressione e la violenza esercitata sulle donne dai maschi. Sciopero contro le discriminazioni e lo sfruttamento che il capitalismo liberista impone in particolare alle lavoratrici, nel nome della flessibilità e della produttività a tutti i costi. Sciopero contro le discriminazioni salariali e gli orari assurdi che costringono le donne a un doppio carico di fatica sul lavoro produttivo e su quello riproduttivo e di cura. Sciopero contro i tagli allo stato sociale che sulle donne si scaricano il doppio come danni alla vita e come fatica in più per accudire di più chi meno viene accudito. Sciopero contro la cancellazione dei diritti conquistati con tanta sofferenza, come quello alla tutela pubblica dell’aborto. Sciopero contro la mercificazione del corpo delle donne, dove il peggio del dominio del maschio si unisce…

Tratto da:https://pietrobarnabe.com/2017/03/07/lotto-marzo-2017-sciopero-globale-delle-donne-ci-riguarda-sosteniamolo-condividiamolo/

SONDAGGIO BOMBA IN OLANDA: IL 56% DEI CITTADINI OLANDESI CHE ANDRANNO A VOTARE IL 15 MARZO VUOLE USCIRE DALLA UE

Geert Wilders ha dichiarato che se diventa primo ministro fara’ un referendum sulla permanenza dell’Olanda nella UE. Ma cosa ne pensano gli olandesi, in proposito? La posizione di Wilders è minoritaria, oppure trova largo consenso? La questione non è da poco, anzi è decisiva, dato che tra nove giorni si voterà in Olanda per il rinnovo del Parlamento.

Ebbene, secondo un recente sondaggio portato avanti dalla societa’ di sondaggi Maurice de Hond per conto del centro studi euroscettico Bruges Group il 56% vuole uscire dall’Unione Europea e mantenere solo un legame commerciale coi membri rimanenti della UE.

Se si escludono coloro che hanno risposto di non avere un’opinione, il 56% ha dichiarato chiaramente che vuole uscire dalla UE contro il 44% che vorrebbe rimanerci.

Il Nexit e’ favorito piu’ dalle donne che dagli uomini, il 57% contro il 56%, e dalla maggior parte delle persone di tutte le eta’ sopra i 25 anni e da coloro che vivono in grandi citta’.

Il motivo di tali risultati e’ che alle persone e’ stato chiesto se volessero uscire dalla UE e mantenere solo legami commerciali con il resto del blocco ed evidentemente la maggioranza della gente propende per questa soluzione radicale.

Se potessero scegliere solo il 39% vorrebbe rimanere nella UE cosi’ com’e’ mentre il 23% e’ favorevole a una soluzione di tipo norvegese (la Norvegia fa parte dell’associazione europea di libero commercio) e un ulteriore 27% vorrebbe uscire definitivamente dalla UE e avere un’accordo di libero scambio, la soluzione perseguita dalla Gran Bretagna.

Questo sondaggio e’ stato fatto consultando 1174 cittadini olandesi tra il 14 e il 15 Febbraio del 2017 e dimostra ancora una volta l’impopolarita’ dell’Unione Europea e la crescente distanza tra eurocrati e normali cittadini. I dati del sondaggi sono stati resi pubblici il 3 marzo.

Certamente questo sondaggio avra’ una fortissima influenza sulle elezioni del 15 Marzo dove il partito di Geert Wilders rimane il favorito e c’e’ chi parla gia’ di un’alleanza antieuropeista tra Olanda e Gran Bretagna.

L’importanza di questa notizia non puo’ in alcun modo essere sminuita e non e’ un caso se e’ stata riportata ampliamente in Gran Bretagna ma ovviamente e’ stata censurata in Italia perche’ si vuole far credere che la UE e’ enormemente popolare.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo deciso di riportare questa storia perche’ riteniamo che il popolo abbia il diritto di sapere.

Di: GIUSEPPE DE SANTIS

Nota.

Chi volesse leggere l’articolo da cui è tratta la notizia, apra questo link: http://www.express.co.uk/news/politics/774503/Nexit-more-than-half-Dutch-voters-follow-Brexit-leave-EU-Wilders-poll

Fonte: ilnord

In Siria Trump e Putin giocano insieme, e sostengono Assad

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Con l’arrivo di Trump alla presidenza Usa lo scenario siriano cambia. I due sostengono Assad, e ne fa le spese la Turchia. Ma i risultati, in termini di lotta all’Isis, si vedono

Rapporto Oms. Inquinamento uccide 1 bambino su 4 sotto i 5 anni. Ogni anno 1,7 mln di morti

Rapporto-OMS_Ambiente-Salute_2016

“I loro organi e sistemi immunitari ancora in via di sviluppo li rendono particolarmente vulnerabili all’aria e all’acqua sporca”, afferma Margaret Chan, Direttrice Generale dell’OMS. Le esposizioni dannose possono iniziare nell’utero materno e aumentare il rischio di parto prematuro. Inoltre, quando neonati e bambini in età prescolare sono esposti all’inquinamento dell’aria interno ed esterno e al fumo passivo, presentano un maggior rischio di polmonite infantile e un maggior rischio duraturo di malattie respiratorie croniche come l’asma. L’esposizione all’inquinamento atmosferico può anche aumentare il rischio duraturo di malattia cardiaca, ictus e cancro.

06 MAR – Più di un decesso su quattro di bambini al di sotto dei cinque anni è attribuibile ad ambienti malsani. Ogni anno, i rischi ambientali – come inquinamento dell’aria interno ed esterno, fumo passivo, acqua non pulita, mancanza di disinfezione e igiene inadeguata – pongono fine alle vite di 1,7 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni, sostengono due nuovi rapporti dell’OMS.

Le cause di morte più comuni sono prevenibili
Il primo, “Ereditare un mondo sostenibile: atlante della salute del bambino e ambiente” (Inheriting a Sustainable World: Atlas on Children’s Health and the Environment) rivela che un’ampia porzione delle cause più comuni di decesso nei bimbi da un mese a cinque anni – diarrea, malaria e polmonite – sono prevenibili con interventi noti per la riduzione dei rischi ambientali, come accesso all’acqua pulita e a combustibili per cucinare altrettanto puliti.

“I loro organi e sistemi immunitari ancora in via di sviluppo li rendono particolarmente vulnerabili all’aria e all’acqua sporca”, afferma Margaret Chan, Direttrice Generale dell’OMS. Le esposizioni dannose possono iniziare nell’utero materno e aumentare il rischio di parto prematuro. Inoltre, quando neonati e bambini in età prescolare sono esposti all’inquinamento dell’aria interno ed esterno e al fumo passivo, presentano un maggior rischio di polmonite infantile e un maggior rischio duraturo di malattie respiratorie croniche come l’asma. L’esposizione all’inquinamento atmosferico può anche aumentare il rischio duraturo di malattia cardiaca, ictus e cancro.


Le principali 5 cause di decesso “da inquinamento” negli under 5
Un altro rapporto, “Non inquinare il mio futuro! L’impatto dell’ambiente sulla salute dei bambini”, fornisce una panoramica completa dell’impatto dell’ambiente sulla salute dei bambini, illustrando la portata del problema. Ogni anno 570 mila bambini al di sotto dei cinque anni muoiono per infezioni respiratorie, come la polmonite, attribuibili a inquinamento dell’aria interno ed esterno e fumo passivo; 361 mila bambini al di sotto dei cinque anni muoiono per diarrea a causa dello scarso accesso ad acqua potabile, disinfezione e igiene; 270 mila bambini nel loro primo anno di vita muoiono per condizioni, tra cui la prematurità, che potrebbero essere prevenute attraverso l’accesso all’acqua pulita, la disinfezione e l’igiene nelle strutture sanitarie e alla riduzione dell’inquinamento dell’aria; 200 mila decessi di bambini al di sotto dei cinque anni per malaria potrebbero essere prevenuti attraverso azioni ambientali come la riduzione dei focolai di zanzare o la copertura della conservazione dell’acqua da bere; 200 mila bambini al di sotto dei cinque anni muoiono per lesioni non intenzionali attribuibili all’ambiente, come avvelenamento, cadute e annegamento.

Minacce ambientali alla salute dei bambini attuali ed emergenti
“Un ambiente inquinato si traduce in un pesante tributo per la salute dei nostri bambini – afferma Maria Neira, Direttrice del Dipartimento di Salute Pubblica, Determinanti Ambientali e Sociali dell’OMS – Investire sull’eliminazione dei rischi ambientali per la salute, come migliorare la qualità dell’acqua o usare combustibili più puliti, determinerà grossi benefici per la salute”.

Per esempio, i rischi ambientali emergenti, come lo spreco elettronico ed elettrico (ad esempio dei vecchi cellulari) riciclato impropriamente, espone i bambini a tossine che possono portarli a una ridotta intelligenza, deficit di attenzione, danno ai polmoni e cancro. La generazione dello spreco elettronico ed elettrico dovrebbe aumentare del 19% tra il 2014 e il 2018, arrivando a 50 milioni di tonnellate entro il 2018. Con il cambiamento climatico, le temperature e i livelli di diossido di carbonio stanno aumentando e favoriscono la crescita dei pollini, associata a maggiori tassi di asma nei bambini.

Attualmente, nel mondo, dall’11 al 14% dei piccoli dai cinque anni in su lamenta sintomi di asma e si stima che il 44% di questi siano legati alle esposizioni ambientali. L’inquinamento dell’aria, il fumo passivo e l’umidità interna rendono l’asma più grave nei bambini. Nelle famiglie che non possono accedere ai servizi di base, come acqua pulita e disinfezione, o i cui ambienti domestici sono fumosi a causa di combustibili non puliti, come carbone o sterco per cucinare e riscaldarsi, i bimbi sono più esposti al rischio di diarrea e polmonite.

Inoltre, i bimbi sono esposti a sostanze chimiche dannose attraverso cibo, acqua, aria e prodotti che li circondano. Le sostanze chimiche, come fluoruro, piombo e pesticidi al mercurio, gli agenti inquinanti organici persistenti e altri agenti nei beni industriali trovano la loro strada per inserirsi nella catena alimentare. E anche se la benzina con piombo è stata ritirata quasi interamente in tutti i Paesi, il piombo è ancora diffuso nelle pitture e influenza lo sviluppo cerebrale.

Rendere tutti i posti sicuri per i bambini
Ridurre l’inquinamento dell’aria all’interno e all’esterno degli ambienti domestici, migliorare la pulizia dell’acqua, la disinfezione e l’igiene (anche nelle strutture sanitarie in cui le donne partoriscono), proteggere le donne in gravidanza dal fumo passivo e costruire ambienti più sicuri può contribuire a prevenire i decessi e le malattie dei bambini.

Per esempio, più settori governativi possono lavorare insieme per:
– Abitazioni: assicurare l’uso di un combustibile pulito per riscaldarsi e cucinare, l’assenza di muffe o pesticidi e lrimozione di materiali di costruzione non sicuri e delle pitture con piombo.
– Scuole: fornire disinfezione e igiene sicuri, rendere l’ambiente privo di rumore e inquinamento e promuovere una buona nutrizione.
– Strutture sanitarie: assicurare acqua pulita, disinfezione e igiene e elettricità affidabile.
– Pianificazione urbana: creare più spazi verdi, passeggiate sicure e piste ciclabili.
– Trasporti: ridurre le emissioni e aumentare il trasporto pubblico.
– Agricoltura: ridurre l’uso di pesticidi rischiosi e zero lavoro minorile.
– Industria: gestire lo spreco pericoloso e ridurre l’uso di sostanze chimiche dannose.
– Settore sanitario: monitorare gli esiti sanitari ed educare sugli effetti sanitari ambientali e sulla prevenzione.

Nell’ambito dei Sustainable Development Goals (SDGs) i paesi stanno lavorando a una serie di target per indirizzare gli interventi rivolti alla salute ambientale dei bambini e porre fine ai decessi prevenibili di neonati e bambini al di sotto dei cinque anni entro il 2030. Oltre all’SDG 3, che mira ad assicurare vite sane e a promuovere il benessere generale, gli altri mirano a migliorare l’acqua, la disinfezione e l’igiene, la transizione all’energia pulita per ridurre l’inquinamento dell’aria e il cambiamento climatico.

06 marzo 2017
© Riproduzione riservata

Tratto da:http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=48472

PETROLIO E INQUINAMENTO: IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI E DELLE ECOMAFIE

Marzo ha trentun giorni. La leggenda di “Marzo e il pastore” ormai dimenticata.

Liberi di Essere

Ci sono storie e leggende oramai dimenticate! Storie che ci venivano raccontate dai maestri tra i banchi di scuola, o dai nostri nonni quando, da bambini, andavamo a trovarli. Storie di vita raccontateci sotto forma di favole, ma che ci accompagnano ancora oggi e ci son rimaste ben impresse nelle menti, così da poterle raccontare a nostra volta. Una di queste è la leggenda di Marzo e il pastore. Una storia che ci invita a non abbassare la guardia ai primi tepori primaverili, poiché Marzo è un mese birbantello, ed anche se cerchiamo di eludere i suoi tiri mancini, non possiamo mai essere sicuri d’averla scampata. Buon inizio di settimana.

cover

Una mattina, là sul cominciare della primavera, un pastore usci con le pecore e incontrò Marzo per la via: “Buongiorno, pastore, dove le meni oggi le pecore a pascere?”

“Eh, Marzo, oggi vado al monte.”

“Bravo pastore, fai bene! Buon…

Tratto da:https://pietrobarnabe.com/2017/03/06/marzo-ha-trentun-giorni-la-leggenda-di-marzo-e-il-pastore-ormai-dimenticata/