ASSANGE SOCCORRE ANCORA TRUMP. MA SAPRA’ APPROFITTARNE?

7 marzo 2017

 

Qualche giorno fa Trump  ha accusato Obama,  al solito via tweet, di avergli messo sotto controllo  telefoni alla Trump Tower durante la  campagna  elettorale.  Senza fornire nessuna prova o indizio.  Ha avuto tutti contro per questa uscita “immotivata” e  (lasciavano intendere)  folle: i democratici (“Noi non facciamo certe cose”) la maggior parte dei repubblicani, James Clapper il capo  della National Intelligence. Da ultimo  quel James Comey capo dell’Fbi  che non ha voluto  condurre l’inchiesta su Hillary,   ha addirittura chiesto imperiosamente all’Attorney General, scelto da Donald e già sotto attacco, di smentire  le affermazioni di Trump  come del tutto infondate.

Just out: The same Russian Ambassador that met Jeff Sessions visited the Obama White House 22 times, and 4 times last year alone.

Anche il vostro  cronista si è chiesto:possibile che The Donald sia così stupido da accusare non solo Obama, ma il deep state (L’intercettatore), senza avere uno straccio di indizio da mostrare? Sta colando a picco  così, senza combattere?

Adesso, Wikileaks  ha diffuso il suo “Vault 7”: sono  oltre 8.700 documenti  e  scambi d’informazioni riservate rubati alla  Cia  in cui si dimostra che il  Center For Cyber Intelligence in Langley,  della Cia  medesima,  possiede software   – del resto non particolarmente speciali –  con cui può trasformare ogni smartphone, tv intelligente,  i computer che avete in casa  e funzionano con Windows, e  tablet con Android,  e  persino   le consoles di videogiochi, in microfoni occulti e telecamere che registrano ogni vostra telefonata, e-mail o conversazione casalinga.  Metodi di comunicazione che dicono di essere protetti perché “criptati” come WhatsApp e Telegram sono libri aperti per i servizi Usa.

CIA –  l’organigramma secondo Wikileaks

Tutto ciò fa apparire  meno folle e  immotivata l’accusa di Donald Trump a  cui Obama e i  suoi  complici hanno risposto   con lo sdegno dell’onestà offesa.

Ma c’è di più e più compromettente:  Assange documenta che la Cia ha la possibilità di fare questi ascolti  segreti e  azioni di spionaggio occulte, lasciandosi  poi  dietro, attraverso un  suo ufficio chiamato Remote Devices Branch’s UMBRAGE group,   le “impronte digitali” elettroniche  di altri stati o servizi, facendo apparire come colpevoli  questi e non il servizio americano. Per esempio,  può lasciare le impronte digitali russe;  ha infatti una “notevole biblioteca di malware rubati da malware prodotti in  altri stati,  fra cui la Federazione Russa”.

false flag informatici

Orbene: questa rivelazione   rende  molto sospette le accuse  del partito Democratico che i Russi avrebbero spiato elettronicamente, come le accuse che i russi avrebbero “manipolato”  le elezioni Usa con atti di pirateria informatica sulle macchine  per il voto elettronico, facendo perdere la Clinton.  Ancora più sospetta la grancassa mediatico-politica, che va avanti da mesi, sui rapporti di Trump e del suo entourage con Mosca. Gli accusatori avevano prove precostituite con i metodi usati dalla Cyber Intelligence Unity della Cia?  Obama e i democratici hanno continuato ad accusare Mosca di compiere cyber-aggressioni, mentre  adesso si scopre che è la Cia che ha trasformato  computer russi collegati ad internet, e persino televisori in Russia, in apparati d’ascolto clandestini.

In realtà,  già in un articolo del 28 agosto 2016  di Huffington Post, dei funzionari dell’intelligence si erano stupiti delle “impronte” che  gli hacker russi avevano lasciato nei computer del Partito Democratico – più  esattamente del National Democratic Committee, il comitato elettorale: impronte  così grossolane e diverse  dal solito, che questi funzionarti avevano ipotizzato: Mosca  “ha voluto” deliberatamente far vedere che   s’era introdotta nei  computer democratici, “per mostrare a Washington che   è una cyber-potenza da rispettare” (Sic).   Adesso cominciamo a capire che forse tutto l’attacco è stato un false flag.

http://www.huffingtonpost.com/entry/hackers-meant-to-leave-russias-mark_us_579a0610e4b02d5d5ed47848

 

Fra le altre rivelazioni  che nei prossimi giorni potranno far esplodere scandali e problemi  diplomatici internazionali,  eccone due:

La base segreta per le infiltrazioni nei computer del mondo della Cia è il Consolato Usa a Francoforte: da qui   i servizi Usa, che hanno assoldato hacker che muniscono di passaporto diplomatico,  spiano elettronicamente Europa, Medio Oriente e Africa (e non la BCE?). >E’ anche probabile che l’ascolto di Trump e dei suoi fidati sia avvenuto attraverso i servizi britannici, dice qualcuno..

“Recentemente la Cia ha perso il controllo del grosso del  suo arsenale di intercettazione e spionaggio elettronico: malware, virus, trojans,  malware di controllo remoto,  “zero day”  militarizzati (?)  con la documentazione relativa sono  stati “presi” da altri. Hacker e contractors se   ne sono impadroniti in modo non-autorizzato , ed uno di questi ne ha fornito parte a Wikileaks stessa.   E’  una grave proliferazione   di “armi”  che ora sono a disposizione   di chiunque nel mondo.  Si tratta solo di righe di programmi, che possono essere copiate in una frazione di secondo.

Altre notiziole: la Cia è in  grado di prendere il  controllo  a distanza  delle auto ultimo modello   per provocare omicidi che sembrano incidenti d’auto.  Anzi, sembra abbia prodotto l’omicidio   di Michael Hastings, un giornalista investigativo molto scomodo  per il deep state, che aveva dimostrato  – per esempio – che il movimento “Occupy Wall Street” era infiltrato e manipolato dal Dipartimento della Homeland Security (il ministero dell’Interno). La sua Mercedes  coupé sbatté da sola contro una palma di Hancock Park a Los Angeles, alle  4 del mattino, a velocità massima e prese fuoco.   Amici e colleghi di Hastings continuano a sostenere  che l’incidente non fu un incidente, ovviamente derisi come complottisti.

 

Altra notizia:   Wikileaks può contare su un altro Snowden, uno spifferatore di prima grandezza interno ai servizi.

Questo per dare rapidamente un’idea di quanto sia esplosiva questa rivelazione per i nemici di Donald Trump.   Per chi ha maggiori conoscenze tecniche, qui  l’articolo:

http://www.zerohedge.com/news/2017-03-07/wikileaks-hold-press-conference-vault-7-release-8am-eastern

Insomma è un bell’aiuto per The Donald. Saprà lui  approfittarne a fondo? Stay Tuned, come dicono a Hollywood.

L’articolo ASSANGE SOCCORRE ANCORA TRUMP. MA SAPRA’ APPROFITTARNE? è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Tratto da:http://www.maurizioblondet.it/assange-soccorre-ancora-trump-sapra-approfittarne/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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