Appalti e bandi di gara truccati, rinviati a giudizio imprenditore e dirigente comunale di Melfi

57 m fa

POTENZA – Il gup di Potenza, Amerigo Palma, ha rinviato a giudizio due persone coinvolte in un filone dell’inchiesta «Cocker» della Procura del capoluogo lucano su una serie di presunti appalti e bandi di gara truccati a Melfi (Potenza). Sono stati rinviati a giudizio un dirigente del Comune di Melfi, Bernardino D’Amelio, e l’imprenditore Antonio Caprarella. Le indagini, iniziate nel 2013, riguardavano una presunta «rete» tra imprenditori, funzionari e amministratori pubblici, e alcuni esponenti di un clan locale, per l’ottenimento di appalti e bandi nel settore delle costruzioni, tra cui alcuni alloggi popolari e una struttura scolastica. Nel 2015 furono emesse anche alcune misure cautelari su ipotesi, a vario titolo per una decina di indagati, di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, induzione indebita a dare o promettere beni, falso ideologico e abuso d’ufficio.

Fonte:http://www.quotidianodelsud.it/basilicata/cronache/giudiziaria/2017/03/09/appalti-bandi-gara-truccati-rinviati-giudizio

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Signor Presidente della Regione Basilicata

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Giuseppe Avigliano

Signor Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, signori assessori e consiglieri tutti, mi chiamo Giuseppe Avigliano, ho 30 anni e abito a Melbourne. Originario di Vaglio Basilicata (Potenza), sono ormai già alcuni anni che vivo in Australia per lavoro, ma la mia terra ed i suoi inequiparabili problemi, li porto sempre nel mio cuore.
E’ una lettera che scrivo con parole che arrivano dal profondo dell’anima, frutto di un’imprescindibile indignazione sull’attuale situazione che i miei conterranei e la mia amata Basilicata stanno vivendo. Una totale sfiducia nei vostri confronti, che cresce ogni giorno che passa lontano da casa. Siamo un popolo umile dalle semplici origini contadine, ma cio’ non vuol dire che siamo un popolo stupido; la mia non e’ rabbia, ma semplice sdegno e ripugnanza nei confronti di una classe politica  e poco attenta ai veri problemi dei cittadini. Un classe politica che nel corso degli anni si e’ evoluta diventando sempre piu’ lontana anni luce da quelle che sono le vere esigenze di questa terra. Avremmo potuto esportare il “Made in Basilicata” in tutto il mondo, essere meta turistica indiscussa ed indiscutibile, avremmo potuto e dovuto basare la nostra microeconomia sul turismo eno-gastronomico, sulle forti tradizioni popolari, sul trekking paesaggistico e culturale e sulla valorizzazione e riqualificazione di un territorio ricco di storia e arte. Un territorio dal canto suo ancora fortemente incontaminato nell’aria e nell’acqua, ma che grazie a voi sta diventando sempre piu’ pattumiera d’Italia e d’Europa. Avete, cosi facendo, sbattuto la porta in faccia al popolo lucano ed aperto un portone ai petrolieri.
Avreste dovuto curare gli interessi di un popolo che purtroppo sta diventando sempre meno popolo e sempre piu’ schiavo. Eppure l’articolo 98 della Costituzione Italiana stabilisce che gli impiegati pubblici come voi, debbano essere al servizio della Nazione o sbaglio? Ho i miei dubbi che voi sappiate di cosa stia parlando.
L’attuale situazione economico-finanziaria in cui la nostra regione versa, e’ il risultato di politiche del presente e del passato errate, sembrerebbe quasi il risultato di un piano ben definito, studiato a tavolino per spopolare definitivamente questa regione e spianare la strada a chi questa terra vuole conquistarla. Un piano in cui a farla da padrone sono grosse societa’ petrolifere e grandi imprenditori . Se la memoria non mi inganna, lei Presidente Pittella, non era quello che nella campagna elettorale del 2013 decantava il riscatto? Quello che diceva che dovevamo rinegoziare la nostra vita ma non al ribasso, non a seconda di quanti spiccioli o di quante minute assunzioni ci avebbero dato? Quello che non si sarebbe mai legato alle compagnie petrolifere e chiedeva di rivedera quell’intesa (quella del 1996) e di farlo con mani libere e con autorevolezza? Era lei quello che diceva di chiedere, se non pretendere, innanzitutto che non ci sarebbero state ulteriori estrazioni oltre quel perimetro ne’ su terra ne’ su mare. “SE LO POSSONO DIMENTICARE” urlava alla folla che la applaudiva.
Signor Presidente, signori assessori e consiglieri tutti, signori cittadini,nonostante siete riusciti a portare a casa la tanto attesa, quanto “sudata” poltrona promesse mai mantenute sono la causa dell’inconfutabile deriva di questa splendida regione.
Oggi vivo in un paese dove tutto funziona, dove le regole si rispettano e chi non lo fa finisce con le spalle al muro, dove i politici di turno si dimettono per una laurea ottenuta copiando o semplicemente per il calo dell’apprezzamento del loro lavoro nei confronti dei cittadini. Qui, societa’ petrolifere ed importanti multinazionali estrattive fanno sì affari, ma al contrario vostro, a dettarne regole e condizioni e’ imprescindibilmente sempre il Governo australiano. Un Paese che salvaguarda i propri cittadini dall’immigrazione clandestina e dalla mala vita, un paese che offre tanto e non toglie nulla, dove vige fortunatamente ancora la meritocrazia (dubito conosciate l’etimologia di questa parola). Un Paese l’Australia, dove chi non rispetta l’etica ed il rigore può andare via anche domani.
Concludo dicendovi che non mi sento affatto rappresentato da gente come voi, ciò nonostante non mi fermero’ davanti a tutto questo, non sara’ di sicuro una classe politica inefficiente e fuorviata a placare il mio animo e la mia voglia di ritornare a casa, ne’ adesso ne’ mai. La Basilicata merita di più, abbiamo bisogno di gente che abbia a cuore i problemi del proprio popolo, che prenda fortemente in mano le redini di una situazione al collasso e che porti questa regione, indescrivibilmente stupenda ed inesplorata, ad essere il bandolo di un Sud che potrebbe rinascere. Non credo abbiamo bisogno di gente come lei, presidente, per questo grande progetto, pertanto se davvero ha a cuore il bene del popolo lucano, si DIMETTA e lasci che questa regione sia amministrata da persone che davvero amano la propria terra.
Cordialmente,
UN LUCANO TREMENDAMENTE INNAMORATO DELLA SUA TERRA.

Fisco: ecco flat tax Paperoni, punta a stranieri ricchi

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Forfait Irpef da 100.000 euro. E’ sfida a Paesi attira vip

Redazione ANSAROMA

08 marzo 201718:43NEWS

Il fisco italiano strizza l’occhio agli stranieri ricchi. Da oggi chi ha da molti anni una residenza estera e si sposta in Italia può scegliere di attivare la “flat tax sui Paperoni”, una tassa fissa da 100.000 euro l’anno. La norma è operativa da oggi con le istruzioni e una apposita check list messe a punto dall’Agenzia delle Entrate. La novità, secondo alcune stime, potrebbe interessare subito un migliaio di soggetti e punta a fare concorrenza a Paesi come Spagna e Gb (ora interessata dalla Brexit) che così hanno attratto emiri, calciatori, cantanti.

L’agevolazione, prevista dalla ultima Legge di Bilancio, riguarderà solo chi è residente all’estero da almeno 9 periodi d’imposta negli ultimi 10 anni ed è facilmente attivabile: punta quindi agli stranieri e tiene fuori coloro che in questi anni si sono trasferiti dall’Italia all’estero. La convenienza, ovviamente, c’è soprattutto per coloro che hanno grossi patrimoni e redditi. Ma anche per chi ha famiglie numerose con guadagni a molti zeri: insieme al contribuente-Paperone infatti potranno beneficiare del fisco-forfait anche i familiari, pagando un ulteriore ‘gettone’ al fisco da 25.000 euro. Ad annunciare l’arrivo della nuova normativa è un comunicato dell’Agenzia delle Entrate che parla del nuovo regime sostitutivo sui redditi all’estero. ”L’opzione, introdotta con la Legge di bilancio 2017, prevede il pagamento di un’imposta forfettaria di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta per cui viene esercitata – spiega l’Agenzia guidata da Rossella Orlandi – al fine di attrarre ed incentivare il trasferimento della residenza nel nostro Paese degli High net worth individual, ossia delle persone con un alto patrimonio.

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate e’ stato anche approvato il modello di check list da allegare all’istanza di interpello che consente una valutazione preventiva dell’amministrazione finanziaria sull’ammissibilità al regime di favore”. Aderire al forfait per Paperoni sarà facile. Basta barrare l’apposita casella nella dichiarazione dei redditi. Ma per chi vuole avere certezze di rientrare nei criteri previsti può utilizzare la check list delle Entrate anche per presentare una specifica istanza preventiva di interpello alla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate. La richiesta – spiega il comunicato delle Entrate – può essere consegnata a mano, tramite raccomandata con avviso di ricevimento oppure telematicamente, utilizzando la posta elettronica certificata. Nell’istanza il contribuente, oltre ai dati anagrafici, dovrà indicare lo ”status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio di validità dell’opzione”, ”la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione” e ”gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva”.

L’opzione può anche essere estesa – ricorda l’Agenzia delle Entrate – ai familiari in possesso dei requisiti, attraverso una specifica indicazione nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui il familiare trasferisce la residenza fiscale in Italia o in quella successiva. In questo caso, l’imposta sostitutiva è pari a 25mila euro per ciascuno dei familiari ai quali sono estesi gli effetti della stessa opzione. Le istruzioni delle Entrate spiegano che l’opzione deve essere esercitata entro i termini di presentazione delle dichiarazioni de redditi e la domanda può essere presentata anche se non sono ancora decorsi i termini per radicare la residenza fiscale in Italia. L’opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, mentre gli effetti cessano, in ogni caso, decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità. Il versamento dell’imposta sostitutiva, nella misura di 100mila euro, deve essere effettuato in un’unica soluzione, per ciascun periodo di imposta di efficacia del regime, entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

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“Dal Governo Renzi scarsa attenzione alla sanità. Ho lasciato il PD anche per questo”. Intervista a Nerina Dirindin (Mdp)

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Immagine sostituita all’originale per ragioni di pixel .Tratta da Web.

Così, in quest’intervista a Quotidiano Sanità, l’ormai ex capogruppo Pd in commissione Sanità al Senato spiega le motivazioni alla base del suo passaggio al neo gruppo dei Democratici e progressisti. “Possiamo dire che per tutti gli ultimi Governi la sanità non è mai stata una priorità. E questa è una cosa grave visto che il settore ha delle ricadute dirette, e di un’importanza fondamentale, sulla vita dei cittadini”.

08 MAR – “La mia decisione è scaturita da un insieme di ragioni, alcune di queste riguardano sicuramente anche la scarsa attenzione dedicata dal Pd e dagli ultimi Governi al tema della sanità”. Con queste parole, all’indomani della nomina di Amedeo Bianco a nuovo capogruppo Pd in commissione Sanità al Senato, l’ex capogruppo Nerina Dirindin spiega in quest’intervista a Quotidiano Sanità le ragioni alla base del suo passaggio al neo gruppo dei Democratici e progressisti.

Senatrice Dirindin, anche lei ha deciso di lasciare il Pd in favore del nuovo gruppo dei Democratici e progressisti. In questa sua scelta hanno influito in qualche modo anche le politiche del Governo in tema di sanità?
Diciamo che la mia decisione di lasciare il Partito democratico è scaturita da un insieme di ragioni, alcune di queste riguardano sicuramente anche la scarsa attenzione dedicata dal Pd e dagli ultimi Governi al tema della sanità. E’ nota la mia particolare attenzione a questo settore, così come le posizioni critiche nei confronti degli ultimi Esecutivi, che ho portato avanti in Parlamento in questi anni. Nonostante ciò, non è mai venuto meno l’impegno da parte mia, così come da parte della commissione Sanità del Senato, nel tentativo di inserire a pieno titolo nell’agenda del Governo alcuni temi di fondamentale importanza per la salute delle persone.

Credo che, al di là dell’ultimo periodo, quando in piena campagna referendaria si batteva molto sulla riforma del Titolo V, Renzi non abbia mai menzionato la sanità in un suo discorso. Anche questo fattore ha inciso sulla sua decisione?
Ripeto, non mi soffermerei al solo Governo Renzi, possiamo dire che per tutti gli ultimi Governi la sanità non è mai stata una priorità. E questa è una cosa grave visto che il settore ha delle ricadute dirette, e di un’importanza fondamentale, sulla vita dei cittadini. Le poche cose fatte sono state portate a termine sotto la spinta costante della commissione Sanità.

A tal proposito, cosa ne pensa dei prospettati tagli al sociosanitario sanciti all’intesa Stato Regioni del 23 febbraio? Tra sanità propriamente detta (i 422 milioni di euro in meno per il fondo sanitario) e sociale (i 261 milioni per i due fondi non autosufficienze e sociale), il taglio nel 2017 assomma a 683 milioni di euro. A cui andrebbero aggiunti anche i 100 mln in meno per l’edilizia sanitaria.
Penso sia una vergogna, e non voglio arrendermi a questo stato delle cose. Ricordiamo che tutta questa storia nasce dall’Intesa dello scorso anno, quando le Regioni hanno accettato la clausola per la quale, in caso di mancato pagamento da parte delle Regioni a statuto speciale del contributo alla finanza pubblica chiesto dall’allora legge di Stabilità, tale somma sarebbe ricaduta sulle Regioni a statuto ordinario. Non posso che restare meravigliata da tutto questo, cosa che ho fatto notare anche all’assessore Garavaglia quando è stato audito proprio su questi temi da parte della XII commissione di Palazzo Madama. Allo stesso tempo, ritengo che la ministra Lorenzin non possa tirarsi fuori da questa querelle: la proposta di inserimento di questa clausola è stata avanzata dal Governo, e lei aveva il dovere di sollevare per tempo la questione in Consiglio dei Ministri o di provare a trovare possibili soluzioni in questi mesi, compreso la richiesta di assunzione di responsabilità da parte di tutti. La cosa grave è, appunto, che tutto questo era noto a Ministero della Salute e Regioni da oltre un anno e nessuna ha detto o fatto nulla.
Ma i problemi non finiscono qui. Potremmo parlare anche del miliardo di euro destinato alle aziende farmaceutiche e vincolato all’acquisto dei farmaci.

Si spieghi meglio.
Continuiamo, e per fortuna questo avviene a beneficio dei pazienti, ad acquistare farmaci in assenza di una revisione del contratto: siamo passati da un contratto segretato a un contratto segretato e scaduto. Ricordiamo che il contratto con Gilead è scaduto dallo scorso giugno, il Governo avrebbe potuto intervenire in tanti modi e invece non si è ancora fatto nulla.

Di recente però il Dg Aifa Melazzini ha lanciato un ultimatum a Gilead, che ne pensa?
Spero non sia solo una dichiarazione di intenti e che quelle affermazioni possano tramutarsi realmente in qualcosa di concreto. Più in generale c’è un problema anche di tempistica sul come affrontare certe questioni.

Può farci qualche esempio?
Un semplice caso che dimostra quanto i tempi di attuazione dei provvedimenti siano intollerabili. Penso al Fondo da 5 mln di euro destinato alle persone affette da autismo. E’ passato oltre un anno e quello stanziamento è ancora bloccato in attesa di un decreto attuativo. Non è accettabile questo approccio ai problemi.

Giovanni Rodriquez

08 marzo 2017
© Riproduzione riservata

IL QUOTIDIANO SANITA’.IT

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=48528

Berlusconi al McDonald’s, la foto è cult

Il Cav al fast food. Silvio Berlusconi fa tappa al McDonald’s e la foto diventa cult. La foto, scattata a quanto pare a Segrate, è stata pubblicata su Facebook sulla pagina Calciatori Brutti. In poche ore decine di migliaia di like e condivisioni a valanga.

Tratto da:ADnKRONOS

Lavoro, è boom di assenze per malattia in Basilicata

 

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06 Mar 2017

Scritto da redazione

POTENZA- Con un incremento del 14,5% la Basilicata partecipa, assicurando un discreto contributo, alla formulazione della percentuale nazionale di assenze al lavoro per malattia. Un segno più che, come si evince dalle tabelle pubblicate in pagina, si mantiene costante nella serie storica presa in esame dalla Cgia di Mestre.

Da 40.617 casi registrati nel 2012 in regione si è passati a 44.071 nel 2013, 45.341 nel 2014 e a 46.603 nell’anno successivo. Come di consueto, facendo leva sui dati elaborati dall’Inps, l’associazione artigiani e piccole imprese ha stilato il rapporto riferito al 2015 mettendo a confronto pubblico e privato. Un raffronto che, anche in quest’ultimo settore, vede la Basilicata ritagliarsi un suo spazio addirittura in testa all’elenco delle regioni italiane, con un +10,6%.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

LA VERITA’ SUI”MIGRANTI”

L’Austria non fornisce più vitto e alloggio ai migranti a cui la domanda di asilo è stata respinta.  “Non avranno niente dallo stato austriaco se non hanno il diritto di stare qui. E’ tanto diffdicile da capire?”, ha detto  il ministro dell’interno  Wolfgang Sobotka.

 

Altri video sulla mia pagina: https://www.facebook.com/LucaDofficial/
Link per il libro Profugopoli: http://amzn.to/2mbLs17

 

 

L’articolo LA VERITA’ SUI “MIGRANTI” è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Tratto da:http://www.maurizioblondet.it/la-verita-sui-migranti/