Appalti e bandi di gara truccati, rinviati a giudizio imprenditore e dirigente comunale di Melfi

57 m fa

POTENZA – Il gup di Potenza, Amerigo Palma, ha rinviato a giudizio due persone coinvolte in un filone dell’inchiesta «Cocker» della Procura del capoluogo lucano su una serie di presunti appalti e bandi di gara truccati a Melfi (Potenza). Sono stati rinviati a giudizio un dirigente del Comune di Melfi, Bernardino D’Amelio, e l’imprenditore Antonio Caprarella. Le indagini, iniziate nel 2013, riguardavano una presunta «rete» tra imprenditori, funzionari e amministratori pubblici, e alcuni esponenti di un clan locale, per l’ottenimento di appalti e bandi nel settore delle costruzioni, tra cui alcuni alloggi popolari e una struttura scolastica. Nel 2015 furono emesse anche alcune misure cautelari su ipotesi, a vario titolo per una decina di indagati, di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, induzione indebita a dare o promettere beni, falso ideologico e abuso d’ufficio.

Fonte:http://www.quotidianodelsud.it/basilicata/cronache/giudiziaria/2017/03/09/appalti-bandi-gara-truccati-rinviati-giudizio

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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