Lavoro, è boom di assenze per malattia in Basilicata

 

malattia_lavoro
06 Mar 2017

Scritto da redazione

POTENZA- Con un incremento del 14,5% la Basilicata partecipa, assicurando un discreto contributo, alla formulazione della percentuale nazionale di assenze al lavoro per malattia. Un segno più che, come si evince dalle tabelle pubblicate in pagina, si mantiene costante nella serie storica presa in esame dalla Cgia di Mestre.

Da 40.617 casi registrati nel 2012 in regione si è passati a 44.071 nel 2013, 45.341 nel 2014 e a 46.603 nell’anno successivo. Come di consueto, facendo leva sui dati elaborati dall’Inps, l’associazione artigiani e piccole imprese ha stilato il rapporto riferito al 2015 mettendo a confronto pubblico e privato. Un raffronto che, anche in quest’ultimo settore, vede la Basilicata ritagliarsi un suo spazio addirittura in testa all’elenco delle regioni italiane, con un +10,6%.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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