Dopo gli smartphone, saranno i droni ad entrare nella nostra vita?

Dopo gli smartphone, saranno i droni ad entrare nella nostra vita?

.@HuffPostItalia #droni Una recente ricerca della Doxa mette in evidenza come solo il 40% degli italiani sappia cosa sia un drone, seppure lo riconosca come un aereo impiegato in teatri di guerra, spesso responsabile dell’uccisione di civili innocenti.

Non è ovviamente solo questo perchè i droni sono oramai entrati anche della nostra vita quotidiana, seppur ancora limitati a scopi particolari e utilizzati per lo più da appassionati amatoriali o da studiosi per ricerche scientifiche piuttosto che in situazioni di emergenza come le ricostruzioni post terremoto. I droni non vanno demonizzati, ma come qualsiasi strumento in grado di acquisire dati personali e quindi sensibili, non…

Da @HuffPostItalia di Vanna Iori – 10.03.2017

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Si parla di: smartphone, droni, regole, sicurezza, bambini, privacy, giocattoli, aeromodelli, spiare con droni, utilizzo dei droni.

Tratto da:https://dronevolution.info/2017/03/12/dopo-gli-smartphone-saranno-i-droni-ad-entrare-nella-nostra-vita/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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