Opinioni – Della politica e dell’iper-garantismo. E su Enrico Berlinguer: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”.

DAVIDESi legge che l’ultima impresa del renzismo sia stata la consacrazione dell’iper-garantismo in politica (tra compari, insomma). Detto in parole povere significa che ogni scandalo, tipo quello Consip, d’ora in poi verrà censurato con maggiore facilità: tanto ha fatto e tanto ha detto la disgraziatissima montagna, i.e. epopea politica del ducetto di Rignano, che ha infine partorito il suo topolino. Tale madre tale figlio.

Viene davvero difficile commentare queste notizie. Viene particolrmente difficile perché risultano sostanzialmente incomprensibili alla radice. Ci si chiede, per esempio, come sia possibile che un signor nessuno, mai cercato o mai eletto da un popolo, dopo una fortunosa quanto disastrosa avventura su scranno politico dal quale è stato scalciato mercé l’intervento deciso di una intera nazione, possa ancora ricevere tanta attenzione mediatica proprio mentre esterna urbi et orbi posizioni opinabili, scarti di deja-trombato, cogitazioni al limite del delirio su improbabili ricette economiche capaci finalmente di fare il miracolo laddove non gli è riuscito di farlo negli ultimi quattro anni.

Sembrerebbe insomma che Matteo Renzi sia davvero intenzionato a fare un’altra passeggiata trendy a spese nostre. Altra domanda: ma cosa bisogna fare per cacciarlo via? Occorre scomodare l’esercito, l’aviazione o, come normalmente succede nei paesi democratici, anche passabilmente tali, la parola verrà finalmente data al popolo per dire la sua? Silenzio dal Colle, come sempre.

Enrico_Berlinguer_1970Vero è che davanti a questi spettacoli indecorosi, al limite del villano, della dittatura-soft (che peraltro viviamo da circa 48 mesi ormai), non possono che tornarti in mente le parole dei gentiluomini della politica d’antan. Nello specifico le parole del gentiluomo Enrico Berlinguer, il quale non troppe decadi fa sosteneva: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”. Ci dicano, dunque, le varie donzelle del renzismo a tutti-i-costi, le varie Meli, i vari Rondolini, Cerasa e compagnia indefinibile, ma dove sta il consenso di Renzi? Dove sta la credibilità di Matteo Renzi? Dove si è mostrata la capacità di colpire gli esosi privilegi in un ex-Premier che si è tenuto lontano come la peste da ogni situazione “difficile” nell’Italia repubblicana che vive la sua crisi economica più importante di sempre? In un ex-Premier che mentre gli italiani andavano in bicicletta firmava contratti di leasing per il suo aereo personale, che passava il tempo a fare gitarelle trendy, da Silicon Valley a Machu Picchu, dai tornei sportivi alle serate in famiglia-politica davanti alla Play Station?

Aggiungo (perché la questione non poteva certo venire in mente al Berlinguer che è stato, il quale aveva problematiche politiche e civili ben più pregnanti a cui guardare, e dalle stesse non amava che lo distraessero), dove stà la dignita dell’ex Premier invischiato nel peggior scandalo familistico italico che si sia mai visto, e la cui determinazione a non tirarsi indietro si fa ancora oggi onta nazionale in un Parlamento abitato da indagati, finanche ministri, di ogni specie e natura? Indagati che adesso si vogliono pure indagati in segreto, onde preservare la verginità: ma che vadano a fare in cul! (1)

(1) Mi scuso con il mio lettore fisso, mi rendo naturalmente conto che il discorso non è troppo elegante, ma spero renda almeno l’idea. Sic!

Rina Brundu

Tratto da:https://rinabrundu.com/2017/03/12/opinioni-della-politica-e-delliper-garantismo-e-su-enrico-berlinguer-quando-si-chiedono-sacrifici-alla-gente-che-lavora-ci-vuole-un-grande-consenso-una-grande-credibili/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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