Una storia politicamente corretta

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Immagine tratta da Web by Ivan Larotonda.

Una storia politicamente corretta-parte prima

Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda

Che il delirio sia l’unico credo europeo è ormai cosa risaputa a molti; dalla moneta alla regola del rapporto deficit PIL da tenere sotto il 3%, oppure le follie guerrafondaie che l’UE alimenta in Ucraina, per colpire il Donbas, regione all’interno della quale vive una popolazione a stragrande maggioranza russa ma tenuta in ostaggio da un governo ammanicato coi neo nazi di Pravi Sektor, (settore destro). Ma non è di questo che vogliamo parlare, bensì dell’humus che ha fatto germogliare e poi innalzare la foresta demenziale di tutto ciò che è stato detto sopra: Il politicamente corretto made in USA-UE.

Tutto ebbe inizio nei catastrofici anni ’90, col patrocinio dell’amministrazione Clinton, quando anche sul piano culturale si decise di operare lo smantellamento dei valori europei, perché, relazionandosi col mercato globale, risultavano “provinciali”!? In questa opera non potevano mancare i guitti e giullari di corte, che oggi sono rappresentati dalla variegata schiera di personaggi dello spettacolo. Ovvio che in questo clima l’arma di propaganda dello stile radical-statunitense per eccellenza, Hollywood, era destinato ad esercitare il ruolo del tarlo che rode le coscienze: il grandioso progetto di mostrare le cose non come esse sono realmente ma come vogliamo che siano. In questa scuola socratica noi europei e nordamericani, come novelli Strepsiade (ne “Le nuvole” di Aristofane) ci siamo adoperati per imparare a fare il discorso ingiusto affinché abbia la meglio, anche se nel torto palese, oggettivo, su quello giusto. Protagora di Abdera è stato il primo maestro del relativismo etico d’Occidente, in base al quale in ogni questione si possono sostenere, con uguale forza, posizioni completamente agli antipodi. Protagora fu anche il primo che asserì la necessità di comprendere anche coloro che compivano sacrifici umani, (i barbari massageti, divoratori dei genitori!), perché bisognava comprendere la cultura che li effettuava. Ecco che, col ragionamento critico continuo, fatto di infiniti esercizi dialettici, tetici e antitetici, dopo 2400 anni siamo finiti a vedere il mondo con gli occhi di tutti tranne che dei nostri. Torniamo al punto; ai favolosi anni ’90, quando usciva nelle sale cinematografiche l’ennesimo film su Robin Hood, all’interno del quale c’era un giovane Morgan Freeman che interpretava il ruolo di guerriero un arabo. Ebbene costui pareva un extraterrestre in mezzo ai primitivi, aveva cannocchiali e polvere da sparo, nel 1200!?, gli mancava solo il cellulare, ma credo che con un altro sforzo, nell’ennesimo remake, arriveranno a metterglielo nella cintola assieme a una splendida spada damascata. Sempre dello stesso filone “Il tredicesimo guerriero”, con Banderas che interpreta il solito arabo onnisciente e con un grado di civilizzazione e ovviamente di umanità, incomparabilmente superiore a quello di qualsiasi “mostruoso” norreno. Di queste ed altre “meravigliose” trovate cinematografiche e documentarie aveva già parlato con sarcasmo la grande Oriana Fallaci, di come anche le molteplici commissioni cultura europee hanno incentivato i progetti culturali testi a mostrare che in passato l’islam era più evoluto della civiltà “oscurantista” medievale, cristiano-europea. E giù con la sequela di docu-film sullo straordinario Averroè, che ha riportato Aristotele in Europa, dando addirittura il via al Rinascimento! Averroè, stando alle fonti, autentiche, è stato espulso da Cordova con l’interdetto a mettervi piede, proprio perché studiava i testi di un filosofo pagano! Aggiungiamo, al contesto filosofico classico, che la biblioteca di Alessandria fu distrutta definitivamente proprio dagli arabi, al momento della conquista. Con la motivazione che l’uomo non necessita di niente all’infuori del libro sacro.

Prima  parte ,continua….

Tratto da :Onda Lucana by Ivan Larotonda

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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