Infrastrutture, Cavonica già a pezzi: era stata collaudata a fine 2014

POTENZA- L’Osservatorio regionale delle Opere pubbliche, insediato al dipartimento Infrastrutture e Mobilità e presieduto dall’assessore Nicola Benedetto, dedicherà un’apposita sezione di lavoro sulla grave situazione di transitabilità e rischio incolumità che presenta la “fondovalle Cavonica”.

Lo ha deciso lo stesso Osservatorio che si è riunito nel pomeriggio di lunedì su convocazione dell’assessore Benedetto alla presenza del presidente della Provincia di Potenza Valluzzi, rappresentanti della Provincia di Matera, di Confindustria, Ance, Confapi, Fillea-Cgil, Feneal-Uil, Filca-Cisl, degli Ordini degli Ingegneri e dei Geologi.

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Il Pertusillo ha un’eutrofizzazione anomala: alghe dinoflagellate oltre 10milioni/litro e cianobatteri

Scritto il 14 marzo 2017 by

Abbiamo ricevuto i primi due referti relativamente alla ricerca di alghe e di altre presenze microbiologiche. Il primo parere ufficioso ci è stato fornito da un importante ente con sede a Roma, che per diversi problemi interni, non ci ha potuto fornire un parere ufficiale ma ufficioso, comunque corredato di foto al microscopio e di un referto scritto. Il secondo è ufficiale, e ve lo alleghiamo in originale, ed è sostanzialmente simile al primo.

Nelle analisi dell’APPA di Bolzano, in ordine di successione, ossia partendo da ciò che era più abbondante nel campione sono state ritrovate: alghe dinoflagellate, spirilli, diatomee Nitzschia, protozoi ciliati, flagellati e cianobatteri ( Pseudoanabenoideae simili ad una specie tossica ma non tossici ). “Fuori dal referto” sotto allegato, il laboratorio provinciale bolzanino non ci ha nascosto lo stupore nel sapere solo dopo l’analisi, che il campione provenisse da un invaso meridionale ad uso potabile, il Pertusillo appunto, e ci hanno consigliato di informare della cosa i NAS ( obbligo già adempiuto ), perchè un’acqua destinata alla potabilizzazione non può presentare questi valori, e doveroso sarebbe anche una de-classificazione delle acque delll’invaso da A2 ad A3, perchè acque eutrofiche o mesotrofiche.

Nel primo referto giuntoci, quello non ufficiale ma altamente specializzato nel settore, ci hanno “refertato” un’enorme fioritura di alghe verdi eucariotiche corazzate dinoflagellate, ( 10,5 milioni di cell/litro ) quindi una specie algale non tossica, la Peridinium Umbonatum. Una fioritura notevole analoga a quella del 2010 ( la celebre alga cornuta – ndr ) infatti entrambe sono due dinoflagellati che quando cala il fosforo nell’acqua prosperano. Secondo l’esperto è strano il calo di fosforo nell’invaso, a fronte comunque di livelli alti di azoto: sarebbe effetto di un’eutrofizzazione anomala, in cui il rapporto tra presenza di fosforo ed azoto ha grosse oscillazioni e ciò influirebbe direttamente sulle fioriture algali.

Comunque entrambi gli esperti ci hanno confermato che un lago che presenta fioriture come queste, destinato a scopo potabile, è assolutamente sconsigliato, e denota, quindi conferma, uno stato meso-eutrofico del Pertusillo ( anche se servirebbero molte più analisi – ndr ), comunque uno stato assolutamente deprecabile per un invaso ad uso potabile, ma più confacente ad un invaso ad uso idroelettrico.

 

 

Quindi sia a Roma che a Bolzano ci hanno detto che il Pertusillo è messo male, analizzando solo le alghe ed affini per un paio di campioni giunti tra l’altro a destinazione in cattive condizioni ( non eravamo collaudati per queste ricerche e trovare laboratori per queste analisi è assai complicato soprattutto per i privati ), ma nonostante il cattivo stato di salute dei campioni il referto è pesantemente positivo quindi immaginiamo come sarebbe il referto di un’Arpa che facesse fino in fondo il suo lavoro. Siamo ancora in attesa dei diversi referti chimici commissionati, ma tutto questo sistema onestamente ci mortifica perchè non possono essere cittadini ed associazioni che autotassandosi devono avere anche solo ufficiosamente, l’onere di fare quello per cui l’Arpab assorbe oltre 13 milioni di euro l’anno a fronte del nostro di bilancio, 7mila euro, tutti privati.

 

 

Una storia politicamente corretta

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Immagine tratta da repertorio Web by Ivan Larotonda.

Una storia politicamente corretta-parte seconda.

Tratto da:Onda Lucana by  Ivan Larotonda

Ma si possono trovare miriadi di assurdità su di un passato reso ucronico ad uso e consumo di chi fa affari, oggi, cogli arabi. Un esempio che mi ha divertito è il mascheramento della presenza, storica, reale, del dominio romano sulla penisola araba. Sfido chiunque a trovare una cartina che rappresenta l’Impero Romano con dentro la provincia d’Arabia; nessuno mi convincerà del contrario quando affermo che essa è stata volutamente ignorata. D’altronde ancora oggi se qualcheduno vuol recarsi nella città saudita di Meda’in Shalih, non gli sarà permesso. Anche le brevi campagne di scavo archeologico, in questa località, sono state interrotte per non riprendere mai più, questo, con la scusa che alcuni di questi luoghi sono stati dichiarati inferi! Con tanti saluti sulla modernità illuminista che era presente già mille anni fa nell’islam. Comunque hanno fatto in tempo a scoprire, sempre in Meda’in Salih, le attestazioni e le titolature agli imperatori Traiano e Adriano, segno tangibile della presenza di guarnigioni romane in questa località che stava posizionata a meridione della vastissima provincia d’Arabia, creata nel 106 d. C. inglobando l’antico regno degli arabi nabatei, (già Stato cliente di Roma). Ancora nel profondo Hejaz, a pochi chilometri dalla stazione carovaniera di Medina, la futura seconda città santa dell’islam, era situato il porto di Leuke kome dove, come attesta il “Periplo del mar eritreo” (trattato commerciale del I secolo d. C.) sostava una cospicua guarnigione romana con a capo un centurione che prelevava le imposte che gli arabi, alla guida delle teorie di dromedari che provenivano dallo Yemen, pagavano all’impero romano. Lo stesso Yemen fu investito, all’epoca di Augusto, da un invasione guidata dal prefetto d’Egitto Elio Gallo, e che portò strage tra i sabei, (così erano chiamati gli arabi del sud). La spedizione, pur concludendosi con il ritiro dei romani, stremati dalla sete, conseguì comunque il risultato finale di rendere l’area meridionale della penisola araba cliente di Roma.

Perché parlo di questi esempi? Non certo per vantare l’imperialismo degli antichi italiani-europei, ma per mostrare l’assurdità di certi atteggiamenti che continuano, con sempre maggiore virulenza, ad abbattersi sul passato europeo. Questa volontà di mostrare la passata inferiorità politica e militare degli europei in confronto agli orientali, è propedeutica alla dimostrazione della conseguente inferiorità tecnologica, ovviamente. Per decenni ci hanno riempito la testa sul fatto che le cifre che usiamo oggi le hanno inventate gli arabi, come pure la bussola, la vela triangolare per la navigazione di bolina e persino il gelato. E’ proprio il caso di dire: ma quante cassate! Per restare al tema dell’ennesima attribuzione impropria agli arabi di un dolce, appunto la cassata, che è invece di origine romana, precisamente area campana; è dipinta persino su di un affresco pompeiano. Inoltre, aggiungo per correttezza storica che: La vela triangolare era montata già dai bizantini, le cifre in uso oggi sono d’origine indiana e gli esempi di bussola risalgono addirittura al mondo punico.

Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda

Regione, stop alla concessione Eni “Tempa Rossa”. Ma i No Triv vogliono chiarezza sui permessi

POTENZA – Dopo i dinieghi alla richiesta di proroga di due concessioni minerarie per la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rispettivamente denominate “Candela” e “Serra Pizzuta” arriva un terzo diniego riguardante la proroga alla concessione “Tempa Rossa”, come nelle altre due, sempre nella titolarità di Eni spa.

La Giunta regionale, infatti, ha deliberato anche in questo caso ”la presa d’atto del parere negativo espresso dalla Conferenza delle Autonomie Locali e di non esprimere l’intesa di cui all’accoro Stato-Regioni del 24.4.2001 sulla proroga di vigenza”. Nel caso della concessione “Candela” sebbene il programma lavori associato alla proroga di vigenza non preveda interventi ed opere che riguardino direttamente il territorio lucano, la conferenza delle autonomie ha espresso parere sfavorevole in considerazione del fatto che” non è escluso a priori che la proroga di vigenza non possa comportare per eventuali modifiche/integrazioni di programma interventi diretti di lavori sul territorio lucano”, e “che non sono riconosciti benefici in termini economici al territorio (pagamento royalties, compensazioni ambientali)“.

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Giornalismo italiano. Alessandro Di Battista sputtana Giannini e un Floris affetto dalla sindrome vernacolare del CI STA. Riflessioni e considerazioni brevi.

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Straordinario a suo modo l’ennesimo attacco mediatico immondo contro questo ragazzo, stasera a “DiMartedì” (La7). Di fatto è riuscito una volta ancora a metterli all’angolo entrambi i torturatori, Giovanni Floris e Massimo Giannini, e a far emergere una pochezza d’intelletto, cogitativa, finanche professionistica che fa semplicemente paura (persino nella sua studiata furbizia). Tra le perle di Di Battista “Io non commento le dichiarazioni di un bugiardo seriale come Matteo Renzi”.

Per Floris cito tra tutte questo epifanico (per noi) statement: “Dove li trova in un mese 7 miliardi perché dopo CI STA la procedura d’infrazione…”. Ci si chiede, per esempio, perché Floris non lo chieda al Renzi che il buco l’ha procurato? Del resto, altro che giornalismo, prima servirebbe un corso di italiano privato di ogni inflessione vernacolare! Sic!

Rina Brundu

Tratto da:https://rinabrundu.com/2017/03/14/giornalismo-italiano-alessandro-di-battista-sputtana-giannini-e-un-floris-affetto-dalla-sindrome-vernacolare-del-ci-sta-riflessioni-e-considerazioni-brevi/

Onorevoli e barbieri

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Quando i barbieri non erano ancora hair stylist ma semplici barbieri, venivano considerati dagli altri artigiani come una categoria leggermente eteroclita; anzitutto per la natura stessa di quel lavoro, frivoletto anche se socialmente utile: era un’arte, sicuro, ma per l’appunto tutti sanno che gli artisti non muoiono certo di fatica, persi come sono dietro le loro fantasie. E di fantasie ne fluttuavano molte, nelle barberie: sulle donne, soprattutto: non le mogli che a volte comparivano sulla soglia della bottega per riprendersi il marito, ma sulle ragazze che occhieggiavano con le gambe fuori e i seni promettenti su certi calendarietti profumati, omaggi riservati ai clienti più intimi e arzilli che li conservavano nei comparti più segreti del portafoglio, piccoli e maliziosi conforti a cui fare ricorso durante la lunga bonaccia matrimoniale. In quell’ambiente cosù maschio la femmina immaneva, inconoscibile, con la forza dell’assenza e della contraddizione, ma un mistero di tutt’altra natura, fra il burocratico e il sindacale, circondava la figura del barbiere, la chiusura del lunedì, che ad alcuni sembrava uno sberleffo immotivato e anarcoide. I barbieri se ne fregiavano come di un’onorificenza e raccontavano di turbinosi raid al mare consumati con ragazze imprecisate (doveva esistere un magazzino segreto nel quale si conservavano ragazze sempre libere il lunedì). L’invidia dei più diventava diffidenza, e qualche volta giudizio moralistico; quelle ventiquattro ore di deboscia gettavano un’ombra sulla figura del barbiere che nella vita reale smentiva i racconti fantasiosi di alcuni, e dedicava il suo giorno libero a innocenti occupazioni.
I tempi, come vuole l’adagio, sono cambiati, ma di fronte alla quasi plebiscitaria assenza di parlamentari alla discussione sul Testamento biologico è necessaria una postuma e tardiva riparazione che riabiliti i miti barbieri, responsabili unicamente  nei confronti della loro clientela.

P.S. Riguardo ai banchi vuoti alla Camera, lunedì 13 marzo, qualche giornale ha attenuato i toni. Come La Stampa, ad esempio: “Chi conosce le procedure sa che a presenziare sono tenuti solo coloro che, di ogni partito, hanno lavorato alla legge”. Quanto alla Repubblica, ha riportato una dichiarazione di Giachetti, che presiedeva la seduta: “Girano video che mostrano l’aula vuota, ma è una cosa che si verifica sempre in occasione delle discussioni generali che coinvolgono solo i deputati chiamati a intervenire mentre nelle fasi successive c’è un coinvolgimento pieno dell’aula”.
Ma dopo il clamore, stimolato dagli stessi media che oggi attenuano, un profumo di bergamotto è rimasto nell’aria, irrancidito.

Tratto da:https://radiospazioteatro.wordpress.com/2017/03/15/onorevoli-e-barbieri/

Cosa sono i voucher e perché se ne parla tanto? – TPI, marzo 2017

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Immagine tratta da Web da Onda Lucana .

I voucher sono dei buoni per retribuire il lavoro accessorio, cioè tutte quelle prestazioni lavorative saltuarie che non sono riconducibili a contratti di lavoro veri e propri. Il datore di lavoro, può acquistare questi buoni che servono per pagare prestazioni lavorative come ripetizioni, baby-sitting, lavoro agricolo stagionale, pulizie domestiche. Dei 10 euro del voucher, 7,50 sono quelli netti da corrispondere al lavoratore e 2,50 euro sono destinati alla copertura assicurativa e previdenziale.

Il loro acquisto può avvenire via telematica, presso gli uffici postali, presso le tabaccherie autorizzate o presso sportelli bancari abilitati. l valore nominale di 10 euro del voucher comprende un 75 per cento netto (7,50 euro) da destinare al lavoratore, e il restante 25 per cento così ripartito: 13 per cento (1,3 euro) destinato alla gestione separata Inps per i contributi.

Il 7 per cento (0,7 euro) in favore dell’Inail per l’assicurazione anti-infortuni e il rimanente 5 per cento (0,5 euro) all’Inps per la gestione del servizio voucher. Ogni voucher corrisponde al compenso minimo per un’ora di lavoro.

I compensi complessivi percepiti dal lavoratore non possono superare i 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso di un anno. Prima delle modifiche introdotte dal Jobs Act, che innalzano il limite a 7000, i lavoratori non potevano superare i 5.000 euro netti annui, come previsto dalle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti. Ogni committente non può comunque erogare più di 2.000 euro in voucher e deve dare comunicazione almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa sul sito dell’Inps o mediante sms.

I lavoratori possono riscuotere i buoni attraverso varie modalità, presso gli uffici postali, tramite InpsCard, presso gli sportelli bancari o i tabaccai, a seconda di dove sono stati emessi.

Sorgente: Cosa sono i voucher e perché se ne parla tanto? – TPI