Regione, stop alla concessione Eni “Tempa Rossa”. Ma i No Triv vogliono chiarezza sui permessi

POTENZA – Dopo i dinieghi alla richiesta di proroga di due concessioni minerarie per la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rispettivamente denominate “Candela” e “Serra Pizzuta” arriva un terzo diniego riguardante la proroga alla concessione “Tempa Rossa”, come nelle altre due, sempre nella titolarità di Eni spa.

La Giunta regionale, infatti, ha deliberato anche in questo caso ”la presa d’atto del parere negativo espresso dalla Conferenza delle Autonomie Locali e di non esprimere l’intesa di cui all’accoro Stato-Regioni del 24.4.2001 sulla proroga di vigenza”. Nel caso della concessione “Candela” sebbene il programma lavori associato alla proroga di vigenza non preveda interventi ed opere che riguardino direttamente il territorio lucano, la conferenza delle autonomie ha espresso parere sfavorevole in considerazione del fatto che” non è escluso a priori che la proroga di vigenza non possa comportare per eventuali modifiche/integrazioni di programma interventi diretti di lavori sul territorio lucano”, e “che non sono riconosciti benefici in termini economici al territorio (pagamento royalties, compensazioni ambientali)“.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

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