Regione, stop alla concessione Eni “Tempa Rossa”. Ma i No Triv vogliono chiarezza sui permessi

POTENZA – Dopo i dinieghi alla richiesta di proroga di due concessioni minerarie per la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rispettivamente denominate “Candela” e “Serra Pizzuta” arriva un terzo diniego riguardante la proroga alla concessione “Tempa Rossa”, come nelle altre due, sempre nella titolarità di Eni spa.

La Giunta regionale, infatti, ha deliberato anche in questo caso ”la presa d’atto del parere negativo espresso dalla Conferenza delle Autonomie Locali e di non esprimere l’intesa di cui all’accoro Stato-Regioni del 24.4.2001 sulla proroga di vigenza”. Nel caso della concessione “Candela” sebbene il programma lavori associato alla proroga di vigenza non preveda interventi ed opere che riguardino direttamente il territorio lucano, la conferenza delle autonomie ha espresso parere sfavorevole in considerazione del fatto che” non è escluso a priori che la proroga di vigenza non possa comportare per eventuali modifiche/integrazioni di programma interventi diretti di lavori sul territorio lucano”, e “che non sono riconosciti benefici in termini economici al territorio (pagamento royalties, compensazioni ambientali)“.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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