Falla su WhatsApp e Telegram, basta una foto per rubarti l’account

a cura della redazione web

Telegram e WhatsApp, due delle chat di messaggistica più popolari, potrebbero finire presto nel mirino degli hacker per via di una falla scoperta nella versione web dei due servizi di messaggistica. Alcuni ricercatori di Check Point Software Technologies hanno annunciato di aver scoperto una vulnerabilità in WhatsApp Web e Telegram Web, le due piattaforme online delle chat, che sono sincronizzate con il dispositivo dell’utente. Questa falla, se sfruttata da malintenzionati, permetterebbe di prendere il controllo degli account su qualsiasi browser, e di avere libero accesso alle “conversazioni personali e di gruppo, foto, video e altri file condivisi, liste di contatti e altro ancora”.

Ciò significa che gli hacker potrebbero potenzialmente scaricare le foto e pubblicarle online, inviare messaggi per conto dell’utente, e anche accedere ai contatti degli amici. Check Point Software Technologies ha avvisato le due società, che hanno verificato e riconosciuto il problema di sicurezza, sviluppando una correzione per i clienti web in tutto il mondo.”Fortunatamente, WhatsApp e Telegram hanno risposto rapidamente e in modo responsabile, rilasciando una mitigazione contro lo sfruttamento di questo problema in tutti i client web” ha spiegato Oded Vanunu, head of product vulnerability research di Check Point.

Ma come funziona il bug? La ‘vittima’ riceve un’immagine, apparentemente innocua, che però nasconde un codice melevolo. Il file può essere modificato in modo da includere contenuti attraenti per aumentare le probabilità che l’utente lo apra. Una volta fatto click sulla foto, però, l’hacker ha libero accesso alla memoria della chat, nella quale sono memorizzati i dati archiviati dall’utente. Così facendo, l’hacker può diffondere il file malevolo anche ai contatti della vittima, creando un attacco diffuso sulle reti di WhatsApp e Telegram.

La falla, spiegano i ricercatori, è stata possibile poiché entrambe le piattaforme utilizzano un sistema di sicurezza basato sulla crittografia end-to-end, che fa sì che i messaggi inviati tra due o più utenti possano essere decifrati solo da loro. Non riuscendo a vedere il contenuto, gli sviluppatori di WhatsApp e Telegram non erano in grado di scovare la vulnerabilità. Gli utenti di WhatsApp e Telegram Web che desiderano assicurarsi di utilizzare le versioni più recenti delle app dovrebbero riavviare il proprio browser.

Tratto da :http://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2017/03/16/falla-whatsapp-telegram-basta-una-foto-per-rubarti-account_4IXcklAm8mliW6Ofz61uoM.html

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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