Gdf: da truffe e sprechi nella p.a. danno allo Stato per 5,3 miliardi

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Nel 2016 scoperti 3,4 mld di appalti irregolari, sono triplicati rispetto al 2015

Redazione ANSAROMA

16 marzo 201710:39NEWS

Gli sprechi nella pubblica amministrazione e l’irregolare gestione dei fondi pubblici hanno provocato nel 2016 un danno all’erario dello Stato pari a oltre 5,3 miliardi, oltre un miliardo e 300 milioni in più dell’anno precedente, quando il danno patrimoniale ammontava a 4 miliardi. Il dato è contenuto nel Rapporto annuale della Guardia di Finanza ed è il frutto di 2.058 accertamenti svolti su delega della Corte dei Conti. Complessivamente sono stati segnalati alla magistratura contabile 8.067 soggetti.

Per i reati contro la pubblica amministrazione sono state aperte nel 2016 dai finanzieri quasi 4mila indagini, 1.680 delle quali sono state concluse con 241 persone arrestate e 4.031 denunciate, più della metà (il 56%) per abuso d’ufficio e il resto per peculato (21%), corruzione e concussione (23%). Gli uomini della Guardia di Finanza hanno così scoperto che sono stati percepiti o richiesti in maniera illegittima finanziamenti pubblici, italiani ed europei, per oltre 775 milioni, e hanno denunciato 3.066 persone (53 arrestate). Ammonta invece a 158 milioni l’entità delle truffe realizzate ai danni del Servizio sanitario nazionale e del sistema previdenziale dagli 8.926 soggetti denunciati (dei quali 87 arrestati). A 6 milioni, infine, ammonta il danno provocato allo Stato da coloro che hanno avuto prestazioni sociali agevolate e l’esenzione del ticket sanitario senza averne i requisiti. In questo campo i finanzieri hanno eseguito 12.803 controlli, individuando irregolarità nel 66% dei casi.

Nel rapporto anche i numeri degli appalti irregolari. Nel 2016 – si fa sapere – sono stati scoperti appalti pubblici irregolari per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro, più del triplo del valore di quelli irregolari scoperti nel 2015 (un miliardo). I controlli sulle irregolarità negli appalti pubblici hanno consentito di denunciare 1.866 persone e di arrestarne 140.

La guardia di Finanza ha poi sequestrato nel 2016 beni per circa 781 milioni frutto di 1.663 casi di evasione fiscale internazionale e dei duemila casi di frodi all’Iva scoperti. Gli interventi di polizia economica e finanziaria attuati l’anno scorso sono stati un milione. I finanzieri hanno anche scoperto oltre 19 mila lavoratori in nero e irregolari.

Beni per 2,6 miliardi recuperati e 281 aziende sottratte alle cosche. Nel corso dell’anno i finanzieri hanno anche sequestrato 180 milioni di prodotti illegali perché contraffatti, piratati o pericolosi, per un valore complessivo di 2,4 miliardi.

In una sala scommesse su tre sono state riscontrate irregolarità: è quanto hanno accertato gli uomini della Guardia di Finanza nei 5.783 controlli effettuati nel 2016 nelle sale gioco di tutta Italia. Le irregolarità hanno portato al sequestro di 710 apparecchi automatici e di 715 postazioni di raccolta di scommesse clandestine. Complessivamente sono stati verbalizzati 6.401 soggetti.

Sono 8.343 gli evasori totali, vale a dire persone che, pur svolgendo attività che produce reddito sono risultate completamente sconosciute al fisco, scoperte dalla Guardia di Finanza nel 2016. Il dato è contenuto nel Rapporto annuale presentato oggi a Roma.

Sono 21.512 le segnalazioni di operazioni sospette approfondite nel 2016, quasi sessanta al giorno, dagli uomini del nucleo di polizia valutaria della Gdf e dai reparti territoriali competenti. Dal rapporto annuale presentato oggi emerge inoltre che delle oltre 21mila segnalazioni, 570 riguardano i possibili canali di finanziamento del terrorismo internazionale.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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