Pd, in bilico i destini dei due sindaci di Potenza e Matera

 

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21 Mar 2017

Scritto da Mara Risola

POTENZA – Il Pd contrario al dissesto disegna il perimetro del nuovo centro sinistra al Comune di Potenza e chiede al sindaco l’azzeramento con il passato. Il segretario lo definisce uno “stop and go”, il capogruppo una nuova pagina per la città, all’indomani della fuoriuscita dell’area Speranza dal Pd.

In fin dei conti un rinnovato, per nulla nuovo, volto per una maggioranza anch’essa rinnovata a sostegno dell’esecutivo potentino. Un’ennesima nuova fase per la vita amministrativa della città capoluogo che possa nascere a partire dall’apertura della crisi politica e istituzionale con annesso azzeramento della giunta. Il tutto resosi necessario all’indomani della “fuoriuscita più che scissione “- dice Carretta – di alcuni componenti dal Pd.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

Tratto da:http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/politica/11413-pd,-in-bilico-i-destini-dei-due-sindaci-di-potenza-e-matera.html

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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