La Basilicata volerà all’EXPO di Astana in Kazakistan: tra i petrolieri con i soldi pubblici

Astana-fonte-radikal.ru_

Scritto il 27 marzo 2017 by

Paranormale la delibera di giunta regionale n.69 del 31 gennaio 2017, nella quale la Regione Basilicata aderisce formalmente all’EXPO 2017 del Kazakistan, che si terrà quest’estate, in vista del quale per partecipare al Padiglione Italia, la Basilicata come si evince dalla delibera allegata, potrebbe reperire nel fondo sociale europeo i soldini per andare in Kazakistan al fine di promuovere scambi “culturali e tecnologici”.

Oramai questi eventi sembrano incubatori di lobbisti più che di imprese, e stranamente a questo EXPO, organizzato in una delle roccaforti di ENI e Chevron in Asia, ossia Astana ove vengono alzati muri e pannelli colorati per nascondere alla vista degli occidentali poveri e degrado, la CONFAPI di Matera auspicava la partecipazione nostrana già nel 2015. Analogamente alla presidentessa renziana del Friuli, la Serracchiani, che stranamente e per coincidenza ha “prestato” la sua arpa per affiancare il masterplan di Arpab, ed ennesima coincidenza anche l’Unibas ha da tempo ufficializzato i suoi rapporti di collaborazione proprio con la KBTU, ossia la Kazakh British Technical University, nell’ambito della laurea specialistica  di geo-scienze, in realtà una rampa di lancio politica che funge da cerniera tra Unibas, Regione e compagnie petrolifere.

E’ inaccettabile pensare di usare il fondo sociale europeo per investire in eventi commerciali di natura lobbistica, infatti la Basilicata ed il Kazakistan hanno in comune due cose: la diffusa povertà dei locali ed il petrolio, con quest’ultimo che ha aumentato il divario tra i pochi ricchi della filiera petrolifera e la massa indigente. Invece di usare il fondo sociale europeo per i cittadini e le relative disparità e sottosviluppi, lo vorremmo investire nella partecipazione a gala organizzati da nazioni dittatoriali fondate sull’utilizzo selvaggio delle risorse fossili? Davvero è etico pensare di usare fondi pubblici ( infatti il parere è stato richiesto all’Autorità di Gestione del FSE ) in eventi organizzati da regimi che violano da anni i diritti umani in tutti i settori: dalle elezioni, alla libertà di stampa, fino al rispetto delle opposizioni? Probabilmente Pittella ritiene utile la partecipazione della Basilicata perchè tra “sottosviluppati e colonizzati” potrebbe nascere una buona intesa sulle politiche di manipolazione delle masse.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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