Cova, l’Eni non ha fatto i “compiti”. Piano di caratterizzazione rispedito al mittente dalla Regione

 

regione
29 Mar 2017

Scritto da Mara Risola

POTENZA – L’ambiente al centro di due mozioni che hanno avuto per protagonisti nella giornata di ieri, da un lato una folla di studenti in protesta sotto i cancelli di via Verrastro a Potenza – desiderosi di avere chiarimenti dalle istituzioni regionali – dall’altro le stesse istituzioni regionali impegnate nel chiedere conto delle verifiche fatte da Eni in relazione ai recenti episodi legati all’inquinamento del territorio da petrolio.

Lo sversamento di greggio dai serbatoi del Cova di due mesi fa con il contemporaneo fenomeno della venuta a galla di macchie scure all’interno dell’invaso del Pertusillo non a caso, è stato oggetto di slogan e striscioni oltre a richieste di audizione nella sede del Consiglio regionale, presentata da una delegazione nutrita di studenti lucani in protesta sotto la regione. Ma altresì è stato l’argomento di una non facile e tesa discussione tenuta in occasione della conferenza dei servizi tra Regione (presente oltre a all’assessore la dirigente Santoro e l’ingegnere Gravino) i sindaci dell’area, Eni e Arpab promossa dall’assessore Francesco Pitetrantuono avente per oggetto la stessa vicenda, lo sversamento del greggio, le verifiche portate avanti da Eni e un piano di caratterizzazione che non convince per niente l’assessore.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

Annunci

Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...