Il Pertusillo: meglio avvelenati che morti di sete, e quindi tutti a negare l’inquinamento?

pittella_arpab_cova

Scritto il 4 aprile 2017 by

Chi trova gli idrocarburi viene escluso: Cova Contro ignorata sia alla conferenza di Potenza che all’incontro di Metaponto

Grazie alle donazioni di decine di persone e comitati/associazioni, ad oggi l’unica realtà che ha pubblicato: foto, video, certificati d’analisi accreditati e fatture siamo noi di Cova Contro, ma questo non è bastato per essere coinvolti negli eventi che si sono consumati ieri, 3 marzo: il primo a Potenza, il secondo a Metaponto.

L’Arpab si lamenta oggi, per bocca della Dott.sa Pilat, che “non ci sono abbastanza piezometri all’esterno del Cova” – forse ci potevano pensare negli anni passati in fase autorizzativa ad avanzare con la Regione le dovute prescrizioni invece di intascare solo le royalties, a riprova del fatto che non sanno o non dicono come sono conformate le falde sotto il COVA ( stessa storia di Fenice, per la quale ancora non si conosce l’esatta conformazione della falde sotto l’impianto ad oltre un decennio dalle prime contaminazioni ufficiali);

Pittella ed altri hanno parlato dell’avvenuto “emungimento delle acque drenanti” senza specificare la composizione chimica delle stesse, se drenanti sia sinonimo o meno di smaltimento illecito, e senza far capire se esistano vie di migrazione sotterranea dal COVA al corpo invaso; infatti inevase le risposte alle domande sia di Stefano De Agostini della Rai che a quelle di Bolognetti. L’Arpab conferma in maniera riduttiva i nostri referti precedenti, però dice di non aver trovato idrocarburi nelle acque del Pertusillo. La Dott.sa Trabace dell’Agrobios, non dice quali idrocarburi hanno trovato in passato nei sedimenti del Pertusillo e dimentica di dire che Arpab non ha mai distinto ufficialmente gli idrocarburi petrogenici da quelli pirogenici. La Trabace dice erroneamente che il massimo di idrocarburi rinvenuti nell’invaso ammontava in passato a 50 mg/kg, invece in passato uno sforava la soglia proprio dei 50, per non parlare dei valori stellari degli altri metalli che arrivavano nel 2015 a decine di migliaia di mg/kg. Che strane quelle analisi Arpab che si fermano proprio a ridosso o subito dopo i limiti di legge!

In conferenza, Stefano De Agostini della RAI, chiede se falda o acque sotterranee fossero la stessa cosa e l’Arpab va un pò in tilt sulla domanda e chiede dopo, dove sia finita l’acqua di falda contaminata del COVA ma non arriva risposta precisa e poco dopo interviene Pittella, da tecnico non di parte, che spiega le slides sul Cova senza comunque rispondere precisamente e convintamente alle domande di De Agostini. Nessuno ricorda che gli idrocarburi sono già stati ritrovati in fiumi e torrenti della zona e che nel 2010 il Dott. Chiaravalle dell’IZS di Foggia disse che la potabilità del Pertusillo non era sempre certa.

Pittella dopo improvvisa e dice che “uno dei carotaggi di Eni ha voluto che diventasse piezometro” ma in base a quale studio idrogeologico non è chiaro. Pittella ammette comunque che la Regione non conosceva la rete di tubi sottostanti il COVA, e questo ravviserebbe un reato: ossia gli uffici regionali in sede di autorizzazione del COVA non conoscevano nè avevano chiesto contezza di questa rete di tubazioni pre-esistenti e della loro potenziale interferenza con il sito produttivo ENI? Il dubbio è lecito: qualcuno nella zona sapeva che questa rete poteva tornare utile per eventuali smaltimenti illeciti? Sotto un impianto sottoposto a direttiva Seveso non si conosce la presenza di corpi estranei? Se non sappiamo ciò che sta sepolto in superficie, quale controllo allora abbiamo in profondità? Pittella in seguito di conferenza spiega la MISE ( procedura di isolamento della falde contaminate obbligatoria per legge ) come una premura fatta per precauzione, infatti anche Iannicelli fa passare l’impegno doveroso di Arpab come quasi un alacre surplus di bontà e professionalità! Quindi una realtà capovolta, ove a nessuno viene in mente di chiedere se anche attorno ai pozzi produttivi ed alla relative condotte di collegamento al COVA esistano reti piezometriche in funzione, ed Arpab si vanta di ciò che per legge e buonsenso doveva fare, ossia il suo dovere.

Nessuno dice se dal 23 gennaio, quel greggio fuoriuscito, sia finito nel Pertusillo, ma nonostante l’inconcludenza Iannicelli dice che si sono mossi “in modo inusuale” con un impegno di Arpab oltre gli schemi e le leggi, dimenticando di dire che il contraddittorio nelle indagini ambientali è doveroso in questi casi e non un eccesso di zelo, praticamente Iannicelli non conosce il codice ambientale.

Iannicelli ammette che i dirigenti di Eni non erano ben propensi all’impegno di Arpab, la Trabace da biologa stranamente non accenna al ruolo dell’azoto nella fioritura algale ad oggi ancora priva di responsabili e referti ufficiali, e guarda caso pochi campioni di Arpab per il Cova bastano per sancire la falda inquinata, invece noi di Cova Contro, con 5 analisi accreditate o ufficiali, non veniamo neanche citati nella conferenza. Più che una conferenza sembrava un incontro d’inizio stagione della polisportiva, ci si accavallava e si sovrapponeva o bofonchiava, la politica che spiegava le ragioni tecniche ed i tecnici che facevano politica evitando di enucleare nel dettaglio contesti e ed approfondimenti.

Se vogliamo leggere tra le righe, con la parola “drenaggio” volevano dire smaltimento di acque che in realtà erano rifiuti? Quando Pittella dice che ” la condotta sotto il Cova non esisteva” non esisteva secondi chi? Il fatto che non esistesse implicava che nessuno vi avesse accesso? Quando l’Arpab dice che “La concentrazione dei sedimenti non è aumentata” come fa a dirlo se in 20 anni hanno fatto due campagne circa? L’Arpab dice una baggianata che dimostra la loro cattiva fede o impreparazione: ossia che i sedimenti lacuali non sono normati !? Veramente Ue ed ISPRA per determinati contesti delicati e di transizione, come laghi e coste, ha dato da tempo delle linee guida che Arpab o non conosce o fa finta di non conoscere. Dalla conferenza si desume che le autorizzazioni regionali vengono concesse senza conoscere i contesti.

Invece a Metaponto…E’ da quando Iannicelli si è insediato che chiediamo un incontro con lui, è da mesi che gli chiediamo un tavolo di confronto pubblico con le associazioni, ma stranamente Iannicelli non ha mai risposto ad una delle nostre decine di mail, sempre irraggiungibile anche telefonicamente, mai venuto ad uno dei nostri convegni nonostante gli inviti eppure ci nomina pubblicamente usando senza diritto di replica i portali web pubblici di Arpab e Regione. Idem Achille Palma, sempre irreperibile e dal quale da anni aspettiamo dati sulla Val d’Agri e sulla Val Basento. Ci fa altresì piacere anche che l’eurodeputato campano, Pedicini, ignori gli attivisti lucani che hanno pagato e contribuito all’analisi chimica e microbiologica di 5 campioni del Pertusillo, uniche analisi che fino ad oggi attestano contaminazioni da azoto, fosfati ed idrocarburi, non coinvolgendo nell’incontro neanche l’Associazione Cova Contro, e tra l’altro senza avere uno streaming o una registrazione dell’incontro, e quindi tutto a porte chiuse.

Fino ad oggi, tristissimo primato, l’unico canale informativo ove esiste ed è scaricabile gratuitamente un referto microbiologico completo di foto al microscopio e firma su carta intestata è questo umile blog, l’unico canale ove trovate 4 analisi chimiche accreditate sul Pertusillo ( svolte nella chiazza marrone dell’invaso e non altrove ) è questo blog, ma nonostante tutto l’associazione Cova Contro sia secondo l’Arpab sia secondo la politica, non è degna di partecipare a questi tavoli. A questo punto ne siamo lieti, per noi è una medaglia alla trasparenza anche perchè l’incontro noi lo avremmo registrato e se non ci fosse stato concesso avremmo abbandonato il tavolo.

Il quadro è chiaro: il Sistema Basilicata non vuole accertare la reale fisionomia degli impatti e per questo è disposto a qualsiasi forma di avvicinamento mediatico, tranne con chi chiaramente li osteggia e denigra carte alla mano. Tutto sommato chi si prenderebbe la responsabilità di sospendere l’erogazione idrica del Pertusillo e lasciare i pugliesi senza acqua? Meglio lievemente avvelenati che morti di sete, tanto la magistratura se arriva alla verità lo farà a carriera dei responsabili conclusa. Se in Basilicata trovi gli idrocarburi nell’acqua e ne divulghi i risultati allora diventi persona sgradita. 

Annunci

Petrolio: falde inquinate, il Pertusillo no. Ulteriori conferme sulle acque sotterranee del Cova

 

pertusillo_417862.jpg
04 Apr 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

POTENZA – L’Eni sta inquinando ma il Pertusillo è salvo. Non ci sarebbe, infatti, correlazione alcuna tra l’improvvisa colorazione delle acque dell’invaso, coincisa con la scoperta della presenza di greggio nell’impianto di depurazione dell’Asi dell’area industriale di Viggiano e la perdita al centro olio.

E’ quanto è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa convocata in Regione dal presidente della giunta, Marcello Pittella, che con l’assessore all’Ambiente, Francesco Pietrantuono e il direttore dell’Arpa di Basilicata, Edmondo Iannicelli ha voluto incontrare i giornalisti al fine di consentire, “al di là di talune riflessioni scaturite da contesti differenti”, lo stato dell’arte del monitoraggio scattato, come prevede la legge, con l’esecuzione della messa in sicurezza d’emergenza in vista della necessaria bonifica dei territori interessati dall’incidente.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

“Un presidente con le palle avrebbe risposto a Eni che i miliardi se li può tenere”

1478776086933.png--.png

“Pittella invece si permette anche di difendere Descalzi”

Pittella, in conferenza, parla di tutto lo scibile umano ma non di Descalzi. La conferenza stampa di oggi del Presidente Pittella è stata l’ennesima perdita di tempo. In pratica ci hanno detto che l’inquinamento c’è stato e che, oramai, è andata. Non si può fare altro che prenderne atto, cercando di salvare il salvabile. E questa è la prima sconfitta di Pittella. La seconda è la richiesta di riconoscimento ‘istituzionale’. In pratica il Presidente della Regione si è reso conto della perdita di credibilità sua e di tutta la classe dirigente del centrosinistra che ci ha governato negli ultimi vent’anni. Se siamo a questo punto è colpa loro. È colpa loro se non c’è mai stato un serio rilevamento delle matrici ambientali. È colpa loro se l’Osservatorio della Val d’Agri non è mai partito a dovere. È colpa loro se la Regione non ha più competenze sulle estrazioni. È colpa loro se l’Arpab non ha mai funzionato. È colpa loro se la Basilicata si trova in continua emergenza ambientale. E soprattutto è colpa loro se i cittadini non hanno più fiducia nelle istituzioni. Le bugie raccontate da Pittella si vedono lontano un miglio perché neanche lui ci crede. Non è convincente quando parla di ambiente e salute; non è convincente quando parla di rispetto per i lucani; non è convincente semplicemente perché neanche Pittella pensa sul serio quelle cose e le sue azioni lo confermano. Non si parla di Descalzi, nella conferenza di oggi. E questa è un’altra conferma di quanto diciamo, perché un Presidente ‘con le palle’ avrebbe colto l’occasione per dire all’Amministratore delegato dell’Eni che o si sistemano le cose o i 5 miliardi se li può tenere. Invece, Pittella, nonostante i dati presentati dimostrino la poca trasparenza dell’azienda petrolifera, si permette anche di ‘difendere’ Descalzi. Una volta siamo stati contestati perché avevamo detto a Pittella che per difendere i Lucani noi saremmo stati disposti ad incatenarci. Per il Presidente era un atteggiamento ‘troppo estremo’. Ecco, probabilmente, dopo tutto lo schifo che hanno fatto, per ottenere il riconoscimento, la legittimazione delle Istituzioni che Pittella vorrebbe avere, servirebbero provvedimenti estremi. Se nel 2013 ha potuto abbindolare molti con il suo slogan “se lo possono dimenticare”, adesso sono solo i fatti che contano. E i fatti ci dicono che a chi ci governa poco importa di risolvere il problema petrolio.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

Lun, 03/04/2017 – 16:28

Gli amici della Boldrinowa:

I rom gli occupano la masseria. E Luigi viene abbandonato dallo Stato

“Quella è casa mia, io ci pago le tasse, ma da mesi i rom l’hanno occupata”. La masseria di 13 ettari del signor Luigi Marzo, 74enne di San Pietro in Lama, è stata occupata da tre famiglie di nomadi

“Quella è casa mia, io ci pago le tasse, ma da mesi i rom l’hanno occupata”.

La masseria di 13 ettari del signor Luigi Marzo, 74enne di San Pietro in Lama, è stata occupata da tre famiglie di nomadi. Che non hanno alcuna intenzione di andare via. La storia, raccontata nel servizio de Le Iene, getta una luce sull’incapacità dello Stato di tutelare i cittadini e di far rispettare la legge. È da sei mesi che va avanti questa situazione.

“Ho sporto denuncia in questura. Ho scritto all’amministrazione comunale di Lecce, alla polizia municipale, alla prefettura, ma nessuno ha risposto”, ha raccontato alla Iena Veronica Ruggeri. Che ha provato a parlare con gli occupanti ma, oltre a rischiare di essere linciata, ha ricevuto delle risposte incredibili. “Se il Comune ci trova un’altra sistemazione, ce ne andiamo”. Oppure: “Se Luigi ci dà dei soldi, gli ridiamo la casa”.

Il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha dichiarato alle Iene che “non rientra tra i suoi compiti quello di far sgomberare un’immobile appartenente ad un privato”. La palla passa alla prefettura, che però tergiversa e assicura che il caso di Luigi verrà discusso. Intanto, lui però continua a pagare le tasse e ad aspettare. I rom invece sono liberi di vivere nella masseria occupata.

Tratto da:https://ergatto.com/2017/04/03/gli-amici-della-boldrinowa/

IL NUOVO DISORDINE MONDIALE

di Roberto PECCHIOLI La bellezza salverà il mondo, esclama il principe Myshkin, l’Idiota di Dostoyevskji. L’ Idiota è il romanzo dell’intelligenza, la più alta, la più acuta. La comprensione puntuale e dettagliata di tutte le cose, ciascuna osservata diritta in volto, senza veli. Bellezza e Bene uniti nell’antropologia filosofica del più grande narratore, forse, della…

via IL NUOVO DISORDINE MONDIALE — Blondet & Friends