Petrolio: falde inquinate, il Pertusillo no. Ulteriori conferme sulle acque sotterranee del Cova

 

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04 Apr 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

POTENZA – L’Eni sta inquinando ma il Pertusillo è salvo. Non ci sarebbe, infatti, correlazione alcuna tra l’improvvisa colorazione delle acque dell’invaso, coincisa con la scoperta della presenza di greggio nell’impianto di depurazione dell’Asi dell’area industriale di Viggiano e la perdita al centro olio.

E’ quanto è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa convocata in Regione dal presidente della giunta, Marcello Pittella, che con l’assessore all’Ambiente, Francesco Pietrantuono e il direttore dell’Arpa di Basilicata, Edmondo Iannicelli ha voluto incontrare i giornalisti al fine di consentire, “al di là di talune riflessioni scaturite da contesti differenti”, lo stato dell’arte del monitoraggio scattato, come prevede la legge, con l’esecuzione della messa in sicurezza d’emergenza in vista della necessaria bonifica dei territori interessati dall’incidente.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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